TOURblog

Il diario popolare, in giro per l’Italia, di Angelo Recchi, tour leader

Archivio della Categoria 'Strade'

19 Marzo 2007

La via Francigena

Qualche anno fa, in bicicletta, percorsi il Camino de Santiago. Eravamo in nove, piuttosto laici, qualcuno anti-clericale, ma il fascino della Via, del percorso, ci aveva stregato. Questa però, è un’altra storia.

La storia che ho letto oggi parla della via Francigena, che da Canterbury arriva(va) a Roma. La data del racconto è settembre 2006, la firma è di quell’Enrico Brizzi che ci aveva fatto sognare con Jack Frusciante (fantastica la pagina dedicata al libro),  e che ora, con la consapevolezza di non poter più fare l’adolescente dopo i trent’anni, si dedica a temi più calmi e naturalistici.

La rubrica è quella dell’Espresso, con i miei complimenti perché offre un prodotto multimediale preciso (la mappa è ben visibile e nitida), chiaro (è intuibile il percorso ipertestuale per giungere ai contenuti narrativi), e soddisfacente come audio e galleria fotografica.

Dico soddisfacente, perché potrebbe uscirne un vero e proprio libro, ed invece ci si limita ad alcuni luoghi (ad esempio, tra Siena e Roma l’audio è dedicato solo al tratto della Tuscia). Purtuttavia, è un racconto di viaggio, non una guida turistica (genere spesso sempre più noioso): e come tale, è piacevole sia nello scritto che nel parlato combinato alle foto.
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20 Settembre 2006

La discesa in Toscana

Valico innevatoOgni volta che vado in Toscana, mi capita di arrivarci da nord. Dall’A1, per intenderci, quella delle code infinite. Anche se arrivo dalle Marche, è quella la via preferita, meglio delle interminabili curve di Sansepolcro (da Fano) o della lentissima Flaminia ed il taglio (?) da Perugia.

Ed è una via estremamente evocativa. Già il nome "variante di valico" (quella in costruzione) ha un suono che ricorda gli antichi viaggiatori, con muli e vettovaglie. Anche i luoghi del passaggio, sono tutti già sentiti, e mettono i brividi, pensando a San Benedetto val di Sambro o a Scandicci, o la stessa Roncobilaccio cantata da Venditti, assieme a Sasso Marconi, che nel nome reca anche - e soprattutto - l’epica delle grandi scoperte scientifiche.
Ma anche le corse, la velocità: a Bologna-Casalecchio, si entra in autostrada dalla Bazzanese, quella che porta a Maranello, e dal versante toscano si passa per il Mugello. Lo stesso Mugello, che con Rioveggio, Pian del Voglio e Roncobilaccio forma il quadrilatero dell’ingorgo.

Del resto, il valico non è un passo. E, per un Valico che si rispetti, il passaggio è duro, faticoso, si rischia forte, una volta i briganti, ora i camion, la pioggia, la neve, il vento forte, la nebbial la stanchezza, la fatica, lo stress…

Il Valico mi ha sempre rievocato il passaggio ad un mondo diverso: dalla pioggia e la nebbia al sole e al vento, dai sapori burrosi all’olio e al peperoncino, dalle zanzare ai grilli, dagli orli umidi dei vestiti ai tessuti sgargianti e solari, dal lavoro alle vacanze, dalla montagna al mare. Del resto, si chiama proprio Autostrada del Sole!  Sembra strano, a pensarci, che Bologna dista meno da Firenze che da Rimini o Parma.

C’è tutta la salita, in Emilia Romagna, e la discesa, che inizia proprio - non è un caso - al confine: due gallerie, e si apre il sole della Toscana. E quando, dopo pochi chilometri di discesa, si intravede Firenze con la Cupola assolata, è segno che il passaggio, il Valico, appunto, è completo, e che la seconda parte del viaggio ha inizio….
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