TOURblog

Il diario popolare, in giro per l’Italia, di Angelo Recchi, tour leader

Archivio della Categoria 'Polesine'

21 Giugno 2007

Il Mulino sul Po, a Occhiobello: un caso-pilota

L’altra sera sono stato a mangiare al Mulino sul Po, un ristorante dentro un barcone in riva al fiume, a Occhiobello, per una cena conviviale.

Mi piace, prima di andare in un locale nuovo, catturare dal web qualche impressione, pur rischiando condizionamenti. Tuttavia, dalle recensioni più disparate spesso si ricavano alcuni punti fermi, sui quali mi concentro per vedere se sono d’accordo o meno.

In questo caso, le opinioni sembrano essere d’accordo sul rapporto qualità/prezzo, (22 Euro menu fisso) meno sull’effettiva qualità del cibo.

In estrema sintesi: una grande varietà di antipasti, generalmente semplici, pesce di buona qualità e freschezza, vini non malvagi, atmosfera goliardica e prezzo abbordabilissimo.

Che altro? esperienze mistiche, a detta di qualcuno, non ne ho assolutamente provate. Discreti i diversi antipasti di pesce (che a casa mia, ad Ancona, mangio quando mia madre non vuole cucinare e fa due cose semplici semplici, perchè se è in vena la superano solo Uliassi e Madonnina), appena sufficienti i primi, discreti anche i secondi. Come vini, considerando che sono della casa non stanno male, anzi, col pesce rendono bene, specie i bianchi. Personalmente, infine, alcuni accostamenti non li sopporto, tipo roast-beef e patatine fritte (in una cena di pesce): ma comprendo che siano per accontentare il non amante del pesce, che nelle comitive festaiole c’è sempre.

Invece, il caso pilota è soprattutto un altro. Innanzitutto, stiamo parlando di un locale che, per comitive a cena fuori (tipo squadre di calcio, vecchi amici, ritrovi giocosi) è *perfetto*: atmosfera rilassata, abbondanza nelle porzioni (eccessiva a volte), "arredamento" consono, location affascinante (non ce n’è, il barcone in riva al fiume mi affascina a prescindere), prezzo fisso e abbordabile.

Questo però non dice nulla sulla esperienza del pasto, sulla qualità effettiva del cibo. Ho il fondato sospetto che l’abbondanza delle porzioni a prezzo basso sia ancora alla base di molti (troppi) giudizi positivi. Ovvio che il prezzo ha il suo significato - ci mancherebbe - però non può, non deve essere un parametro del gusto.

Uliassi o la Madonnina del Pescatore mi danno esperienze che altri non offrono: per quelle si paga. L’Opera Nova della Marca idem: ha di bello che si paga meno, ma io guardo l’esperienza, non il conto, per valutare un pasto. Il conto viene dopo, nel chiedersi se, *per ciò che ho mangiato*, il prezzo sia giusto. All’Opera Nova, al conto, uno strabuzza gli occhi, e molto spesso lascia qualcosa in più.

Al Mulino sul Po mi sono divertito, ho mangiato abbastanza bene, ma non è che abbia fatto i salti dalla sedia. Chiaro, meglio quello di altri, per una cena non importante.

Ma se dovessi andare a vedere il costo, avrebbe sempre e comunque più senso mangiare a casa.

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Ristorante il Mulino Sul Po
Via Giaretta
Occhiobello - RO
tel: 0425 750145
(consigliata la prenotazione)
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27 Aprile 2007

Il Delta del Po in motonave con gli interisti

25 aprile, gita fuori porta. Sono oramai due anni che orbito intorno al Polesine, immeritatamente bistrattato: la natura così genuina e prepotente esiste solo nelle isolette mediterranee (e neanche tutte) e in qualche montagna poco sciistica. Non si spiegherebbe altrimenti l’affluire copioso di cacciatori, per i quali il Polesine è l’alternativa "proletaria" all’"imprenditoriale" Romania, dove se ci vai devi portarti a casa quantità industriale di selvaggina anche per andarci pari.

Il Delta del Po è l’espressione più alta della natura nel Polesine, e quindi in Italia. Credo che pochi posti al mondo siano al contempo così selvaggi e antropizzati. Tornati dal delta rimangono vive nella memoria i canali, le lagune, le sacche, tutte popolate da colonie di aironi, beccacce, folaghe ed uccelli di ogni tipo, così come pesci di acqua "mista", tipo carpe, cefali e anguille, orgoglio della cucina locale, assieme all’oro del delta (vongole e cozze), che però non riesco a preferire alle mie.

Eppure, gli stessi canali - lo dice la parola stessa - sono stati "indicati", tracciati dall’uomo, così come le chiuse, i rinforzi sulle rive, le briccole, gli edifici ora risucchiati dalla natura, come i templi cambogiani nella giungla.

[Briccola (fr.: pilier; ingl.: pylon, post): termine che deriva dal dialetto veneto che indica i pali piantati sul fondo della laguna e usati sia per gli ormeggi che per delimitare i canali navigabili].

Se vi venisse voglia di
farvi una gitarella sul Delta, tenete a mente alcune cose:

1) date un’occhiata alla cartina, e concentratevi sulla toponomastica: dal Taglio di Po, ad Adria (-tico), al Po di Maistra, al Po di Gnocca (ché il paese di Gnocca sta sotto Donzella, ci sarà un motivo!), alle varie Cà (Venier, Vendramin, tutti nomi di nobili veneziani), cercatevi il nome, la cosa, la storia che vi piace di più. A noi incuriosiva il ponte di chiatte, a Goro, e siamo andati là.

2) In ogni porticciolo (Goro, Gorino, Porto Tolle e via discorrendo) ci sono motonavi che organizzano gite sul delta. Occhio alla zanzarosa estate, più è grande la motonave più il profilo della gita cambia, da avventuroso (infilandosi nei più remoti passaggi), ad elegante (addirittura serate danzanti). Con google ne trovate di tutti i tipi, basta digitare la località.

3) Occhio che a Goro, estremo lembo del delta, è pieno di interisti con bandieroni enormi. Ecco dove si erano rifugiati…


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11 Dicembre 2006

Il Polesine, quando non c’è nebbia

Il Polesine sa regalare paesaggi talmente belli e selvaggi, quando non c’è nebbia, tali da far sembrare la Val Padana solo un grande catino. Queste sono state scattate dal treno, in giorni di novembre particolarmente tersi, al tramonto.

Nella prima si vedono gli appennini bolognesi (siamo sopra il Po, a Occhiobello): distanza, circa 50 Km. Nella seconda invece le montagne del Garda (distanza: più di 80 Km).

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28 Novembre 2006

La Corte Vecchia, a Polesella, tempio della carne.

Il Polesine è terra di palude e nebbia. Tra Rovigo e Ferrara, quel che c’è è dato saperlo in alcuni momenti dell’anno. Muoversi in quelle strade, di notte, d’inverno, è sfidare il destino. Mica sempre, ci mancherebbe, anzi, ora la nebbia come una volta non si vede più, dicono da queste parti.

Ad ogni modo, tra Rovigo e Ferrara c’è il Polesine. E dunque, Polesella. Ovvio, no? Badia Polesine, Fratta Polesine, Grignano Polesine, Polesella. E a Polesella, la Corte Vecchia. E’ facile trovarla, sta lungo la SS 16 adriatica, che diventerà adriatica sul serio verso Ravenna. E’ una vecchia corte, per l’appunto, lungo l’argine del Po. Rappresenta quell’architettura povera che rimane in piedi, quella storia parallela che ora viene riscoperta ed apprezzata.

Come entrate, vedete subito il forno a legna. E’ bene dirlo: è tutta colpa sua. Andate alla Corte Vecchia e non state a perdere tempo sui primi. E’ la carne, cotta sul forno a legna, la vera star del locale. Ho assaggiato la fiorentina, la tagliata, la porchetta, il carrè di manzo al sale e non hanno affatto sfigurato. Chi mi ha messo veramente in condizioni da standing ovation sono state la fiorentina e la porchetta, seguite a ruota dal manzo. La tagliata è ottima, così come gli affettati, ma non ci andrei apposta (ok, io gli ottimi affettati li ho in casa, non vale).

Generalmente, nei grandi pranzi, servono un Prosecco decisamente piacevole, che non sfigura neanche con la carne. Altrimenti, chiamate (o portatevi dietro) una bottiglia di buon rosso, e sarete felici.

Lasciate stare il vino della casa, è assolutamente imbevibile.

Conto: difficile superare i 30 Euro mangiando veramente parecchio.
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