TOURblog

Il diario popolare, in giro per l’Italia, di Angelo Recchi, tour leader

Archivio della Categoria 'mo' me 'ncazzo'

19 Giugno 2008

E due: ma le tracce dei temi di maturità chi le propone?

Errare è umano, perseverare è da ministri dell’istruzione: lo scorso anno su Dante, quest’anno su Montale.

Interessante invece lo spunto del tema generale, sulla comunicazione delle emozioni. Tuttavia, patetica la boriosità di chi ha steso la traccia, tra il nostalgico mieloso (un tempo… l’attesa… gli odori…) e l’apocalittico piccolo-borghese (oggi impersonale ed immediata). Persa un’occasione per analizzare la vastità di una produzione letteraria nuova, con simboli nuovi (emoticon, ma anche acronimi, signatures, link, ipertestualità, abbreviazioni originali ed altro ancora), con dimensioni nuove (il senso di vicinanza e di prossimità della mail, ed ancor più dell’sms, stravolgono i contenuti di una comunicazione tra persone lontanissime) che peraltro (il concetto di ibridazione è sconosciuto a costoro) non soppianta la lettera scritta come mezzo di comunicazione, semmai la esalta, enfatizzandone le caratteristiche fisiche e personali che la rendono - appunto - odore, tatto, attesa.

Un link interessante per approfondire alcuni spunti: Derrick De Kerckhove.

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8 Maggio 2008

E facci vedere il tuo Ministero!!!

Ministro delle Pere Opportunità:

Carfagna.

Sicuramente più Opportunità che pere.

Questa è forse l’immagine più presentabile del nuovo governo. Se penso ai Ministeri dello Sviluppo, della Semplificazione (pensando al soggetto, c’è da chiedersi se “semplice” sia aggettivo o sostantivo), dei Beni Culturali e delle Riforme, c’è di che preoccuparsi.

Senza contare lo Sviluppo Economico. Visti i precedenti, c’è ben da sperare (attenzione: sul secondo link vengono menzionati anche gli attuali ministri Welfare e Interni).

Evvai! :-(

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31 Gennaio 2008

Evviva, che bel Paese!

Giusto per iniziare bene la giornata. Ma il bello è che il suo elettorato si impettisce e dice piccato Visto? Mica era colpevole! Che poi la scelta era tra la prescrizione e l’assoluzione perché l’imputato, a processo in corso, ha stabilito che non è più reato (ps: negli USA ti fai 25 anni di galera).

E’ questa ignoranza che mi fa incazzare, così come il Ministro della Giustizia che dice che non crede alla giustizia, ma fa notizia perché legge una poesia (che non era manco di Neruda oltretutto, ma tanto è uguale.

Fantastico il nostro paese (con la minuscola, ci mancherebbe!).

Stranieri, venite in Italia, prima che affoghiamo con la baracca e tutto. Forse, attendendo un po’, qualcuno finalmente cementificherà anche il centro storico di Roma. Si può? Non si può? E chi se ne frega: mica si va più in carcere in Italia.

A meno che non ti fai una canna, o non coltivi marijuana come Aldo Bianzino. Per il qual caso può anche esserci la pena di morte, altro che moratorie.

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22 Gennaio 2008

Alla ricerca di qualche agenzia di viaggi italiana che “parli” in rete.

Dice ok, spari sempre sulle agenzie di viaggio, ma non puoi fare di tutta l’erba un fascio, non è corretto

E’ vero, chiariamo i punti ambigui. Non odio le agenzie di viaggio, anzi, quelle le amo da morire. Il problema vero è che purtroppo le agenzie di “viaggio” sono pochissime. Molto, moltissimo, è - per ragioni del tutto condivisibili - un polpettone da supermercato turistico.

Accade per diversi settori, tipo l’abbigliamento: nei centri commerciali i vestiti fanno schifo e costano un botto, per trovare negozi validi in cui riesci a comprare bene senza accendere mutui per capi di buona qualità devi girare con una bacchetta da rabdomante. Perché? Perché gli ostacoli oggi sono molti, ma soprattutto a saper far bene il proprio lavoro sono davvero in pochi.

Idem per le agenzie, non solo italiane, come ho avuto modo di constatare.

Oggi giravo un po’ in rete, alla (disperata) ricerca di qualche blog interessante di agenzie di viaggi. Ho guardato un po’ su technorati, per ora niente di rilevante. Siti e blog anche belli nella grafica, ma senz’anima. Informazioni in stile da catalogo, poco o nulla delle persone che ci lavorano dentro, commenti inesistenti quando non finti (ma il Fabio di Gattinoni si fa dieci vacanze l’anno o è l’autore del blog?), forum deserti che a quel punto andrebbero tolti.

Mi pare che finora i maggiori risultati li abbia colti chi è andato a spulciarsi i forum “veri”, già esistenti in rete, dando commenti, suggerimenti e disponibilità all’acquisto.

Ovviamente, attendo segnalazioni di agenzie con blog o sito valido. Non vedo l’ora!

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17 Dicembre 2007

Alte velocità

Finalmente anche noi siamo nell’Alta Velocità!

Finalmente risparmieremo ben 42 minuti su un’ora e quarantadue!!!

Così facendo, i ritardi medi degli Eurostar scenderebbero a tredici ore e mezza.

Beninteso, considerando che i treni sono gli unici che corrono, sotto la neve…

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14 Dicembre 2007

Basta coi fondi pubblici alle strutture ricettive!!!

Anche per quest’anno verranno destinati finanziamenti pari a cento milioni di Euro per la “riqualificazione turistica”. In buona sostanza, questi soldi andranno ad aiutare le povere strutture ricettive, che anziché metterci del loro, beneficieranno tranquillamente di risorse pubbliche.

Dice ma, è per creare lavoro… NO! E’ per creare voti, voti diffusi visto che questi finanziamenti saranno erogati secondo il modello marchigiano: un po’ a tutti, non tanto a pochi. E’ un bene? No: nelle Marche esistono pochissimi alberghi in grado di fare accoglienza turistica di alto livello. Lasciamo stare il settore business, che è trainato non dall’offerta ricettiva ma dalla presenza di un tessuto produttivo nel territorio. E perché non esistono? Perché non esiste la mentalità imprenditoriale. A Senigallia, tanto per fare un esempio, che si picca di essere la meta delle famiglie, non esistono intrattenimenti per i bambini. E non vengono aperti, che ne so, mini luna-park, magari al posto di spazi fatiscienti. No, meglio finanziare la costruzione di nuovi alberghi.

La prima cosa che mi viene da dire è che quei cento milioni era meglio destinarli a case popolari piuttosto che a bed and breakfast che apriranno sì e no dieci volte l’anno (nelle Marche è pieno).
La seconda, molto più “nel settore”, è che ANDREBBERO TOLTE tutti quei cavolo di Sistemi Turistici Locali, pro-loco, leader II, strade dei vini e compagnia cantante, che disperdono risorse senza alcun beneficio.

Ma porca vacca, ci vuole un genio per capire che:
1) Un cretino che viene nelle Marche (ma vale per tantissimi posti in Italia) non riesce ad avere un ufficio turistico che gli dia non solo informazioni, ma da cui possa acquistare biglietti, prenotare alberghi. No, viene solo inondato di volantini inutili. Rare volte in inglese.

2) Sempre lo stesso cretino, se volesse visitare un museo, raramente può farlo con una guida specializzata. Perché ci sono decine e decine di piccoli musei, stanzette che ricevono finanziamenti, disperdono risorse e per i quali è praticamente impossibile predisporre un servizio di qualità. Tanto per dire: a Fabriano c’è il museo della carta, a San Paolo di Jesi il museo delle etichette del vino, a Jesi il museo della stampa e tipografia. Ma perché non riunire tutti e tre i musei in uno, a Fabriano, e rendere quello il polo attrattivo per la carta. Si risparmierebbe e si fornirebbe un servizio migliore. Ma diminuirebbero i voti, e te la vedi Jesi a cedere finanziamenti per Fabriano? Così come i bronzi di Cartoceto, meglio metterli a Pergola che al Museo regionale di Ancona. Vedo frotte di turisti a Pergola per ammirare delle statue.

3) Rarissime e scadenti le segnalazioni, oltretutto con svariate simbologie, che confondono anche il più burocratico dei turisti. Epperò, guai a poter mettere l’insegna di un b&B all’incrocio di una via.

In definitiva, perché non farsi un giro nel Nord-Europa, o solo in Spagna, tanto per vedere come funziona il turismo lì, e capire perché Spagna e Francia hanno molte più presenze di noi?

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22 Giugno 2007

La Morte di Cala Troisi, a Salina, e la Sicilia da salvare

la foto di Cala TroisiApprendo da Stanza 101 della ingloriosa fine di Cala Troisi, a Salina (Eolie), resa famosa dal Postino del celebre attore napoletano.

Uno dei numerosissimi episodi che hanno portato gli Inglesi ad incitare i propri concittadini ad andare a vedere l’Italia, prima che gli italiani la rovinino del tutto.

In Sicilia, poi, il fenomeno della rovina delle spiagge sembra direttamente proporzionale alla loro bellezza. Ho una foto - che posterò quanto prima - in cui la spiaggia di San Vito lo Capo appare in tutta la sua bellezza. Quasi tutta, perché allargando il campo visivo, una montagna di rifiuti fa da cornice a una vista eccezionale.

La medesima sensazione di forte delusione l’ho avuta a Siracusa, in cui abusivismo e cattivo gusto rendono una delle più belle città del mondo (tra l’area archeologica, Ortigia ed il mare azzurro, con le colline rinverdite dalla pioggia primaverile, Siracusa avrebbe un setting da paradiso terrestre) in un semplice recipiente di tesori archeologici.

E’ inutile: se non si viene educati al gusto, al bello, non è possibile preservarlo.
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1 Maggio 2007

Agenzie, viaggi di nozze ed Internet, ovvero: come essere alla canna del gas e non accorgersene

Capita che uno si sposi, nella vita (oggi capita che uno lo faccia più d’una volta, o che non lo faccia punto, ma tant’è), e capita che voglia andare a fare una vacanza particolare, generalmente qualcosa che non ricapiti. Di solito, anche nel mio caso, un viaggiatore cosciente opta sulla distanza come discriminante (concetto ragionevole, visto che è una delle poche volte in cui uno ha un mese per girare).

Succede che uno vada in agenzia di viaggi (perché sai, lì possono fare la lista di nozze, eh, ci mancherebbe…), e si faccia dare dei preventivi.

Capita poi che, un po’ insoddisfatto del prezzo, un po’ cosciente che se ti sei sempre organizzato i viaggi da solo, perché mai qualcun altro debba farlo per te ora, giri su Internet a vedere cosa ti è stato proposto.

Ebbene, capita che del Little Polynesian di Rarotonga qualcuno pensi questo, mentre di un altro posto molto più economico qualcun altro scriva questo.

Poi capita che guardi su tripadvisor le recensioni e trovi questo, ovviamente con le foto dei viaggiatori, e allora succede che magari, il viaggio, torni ad organizzartelo tu…

No, perché mica tutti sono come Giovanni Matta, che tu gli scrivi e lui ti prepara tutto, facendoti davvero trovare in Paradiso…

Ps: se qualcuno ha suggerimenti su quale isola della Polinesia si possa stare da Dio, è benvenuto.
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13 Aprile 2007

Itinerari enogastronomici e la morte del viaggio

Ennesima iniziativa per promuovere la qualità (aargh…) dei ristoranti tipici. Stavolta nelle Marche (lo so, sono emotivamente coinvolto), stavolta proposta da Confcommercio.

Ora, non so voi, io di ’sto finto (e sovvenzionatissimo) boom del turismo enogastronomico ne ho piene le tasche (e anche qualcos’altro). E sì che li organizzo anche, i viaggi gastronomici. Anzi, forse è proprio per questo che mi irrito ancor di più: perché non c’è un’iniziativa PRIVATA, scevra da fondi, sovvenzioni, pubblicazioni?

Uno dovrebbe fare un itinerario enogastronomico quando i ristoranti offrono un menu tipico a prezzo fisso? Pensateci bene: la morte del viaggio e della cultura popolare nell’omologazione fondoeuropeizzata.

Poi ovvio che mi irrito: questi fondi drogano il mercato, storpiano la concorrenza e intorpidiscono i ristoratori (e gli albergatori, a seconda).

E infine: ma di che qualità andate cianciando, amici ristoratori? La qualità de che? Iniziamo a proporre i menu (almeno!) con gli ingredienti, cosicché gli allergici a lattosio, verdure, fruttosio, glutine, diabetici, ecc. possano (almeno!) capire cosa cavolo mangiare senza fare la parte dei patetici emarginati paranoici (scusi, ma c’è la farina qui? scusi, ma c’è del latte qui?); iniziamo a educare il personale di sala (anche quello preso a giornata, anzi, soprattutto quello) a porsi in maniera (se non altro!) garbata verso le intolleranze varie, e quello di cucina ad utilizzare posate e cucchiai non in maniera promiscua, sennò si vanno a far benedire le contaminazioni.

Dopodiché potremo anche prendere un bicchiere di vino, un sacchetto di tarallucci e parlare di qualità fino a notte fonda.

Augh!
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