TOURblog

Il diario popolare dei viaggi di Angelo Recchi, tour leader (con un’attenzione particolare al gluten-free)

Archivio della Categoria 'filosofeggiando'

11 Giugno 2007

Da Gigina a Ferrara, reloaded

Ricevo questo commento al post su Gigina, a Ferrara.

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 Siamo i titolari della trattoria gigina di ferrara. Siamo venuti a conoscenza di questo blog con l’articolo che ci riguarda solo ieri sera da una comitiva di francesi di Marsiglia che sono venuti nel nostro locale con una copia di quanto hai scritto. Siamo lusingati di tutto cio’ e speriamo di conoscerci al piu’ presto , GRAZIE.

BAGLIONI GIAMPAOLO

PS.
IL NOSTRO NUOVO NUMERO DI TELEFONO

0532 770603

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Sono cose che fanno piacere, ed anche un po’ sorridere, perché da Gigina ci sono stato diverse volte, con compagnie diverse, da avventore. Tornarci (e lo farò, statene certi, specie dopo questo commento) sotto una luce diversa, mi inorgoglisce.

Ora sono curioso di sapere come si sono trovati i francesi di Marsiglia…
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21 Maggio 2007

Ancora sull’evoluzione (o sul ritorno alle origini?) del turismo

Leggo su Shinynews che il web cambia il turismo: il ruolo maggiore in questo processo è ricoperto dal web 2.0. Indovinate chi invece diminuisce nelle vendite online? Ovviamente, le agenzie di viaggio.

Mi pare di averlo già detto, e comunque ritengo riduttiva l’analisi di shiny-news, più che altro in termini di approccio al problema: continuando a confondere "viaggiatori" con "turisti", si possono tracciare tendenze numeriche, ma non è possibile fare previsioni né comprendere come possa avere successo un’impresa "turistica" online.

A mio parere, nel caso di piccole agenzie, sembra piuttosto chiaro che si debba ri-tornare ad essere agenzie di "viaggio". E quindi? E quindi, secondo me, sopravviveranno (online e fuori-line) le agenzie che venderanno *viaggi*, *esperienze*, non semplici "pacchetti", che peraltro su Internet si trovano a prezzi molto più abbordabili, e senza necessità di intermediari.

Possiamo discutere su quanto lunga possa essere l’agonia, su quanto ancora  il Governo continui a mantenere l’impianto fascista del settore turistico, ma non c’è alcun dubbio sulla sorte ormai segnata delle agenzie di viaggio.
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15 Maggio 2007

Esperienze su LinkedIn, e l’essenza della Serendipity

Stamattina, aprendo l’email, trovo l’invito di un datato corrispondente via eGullet, Ore Dagan, che aveva frequentato la Scuola internazionale di cucina di Jesi (posto bellissimo, proprio sopra l’Enoteca Regionale). L’invito era per LinkedIn, un network in cui ognuno mette il proprio curriculum ed i propri contatti, fin quando (in teoria) qualche cacciatore di teste non si faccia vivo per ingaggiarlo, assumerlo, discutere un’opportunità.

Cosa ne penso dei curriNculA, anche non strutturati,  l’ho già detto qui, e confermo ogni parola.

Quel che invece mi affascina di più su LinkedIn è il fatto che, in base ai tuoi indirizzi di email (se ancora validi), specie su Google o Hotmail, e alle tappe del tuo curriculum, lui trova le persone che potenzialmente puoi avere incontrato, oppure vieni a scoprire che quel tale Chris, conosciuto ad Amsterdam ed ora perso di vista, lavora per l’azienda tal dei tali in Danimarca, e via discorrendo.

La vera figata è stata quella: ritrovare persone che ricordano esperienze passate, vederle con occhi diversi: spesso si tratta di turisti che ho accompagnato e che ora trovo in camice da lavoro, nella loro quotidiana routine.

Insomma: andavo per cercare l’ago nel pagliaio, ho trovato la figlia del contadino. L’essenza della Serendipity.

Ps: e non solo quello. Ci sarebbe da parlare per ore di come la vita e l’identità siano molto meno strutturate e divise in rete, dal linguaggio confidenziale delle email, al rapporto tra lavoro e vita privata. Tanto che, in un posto nel quale bisognerebbe andare "per lavoro", ho ritrovato vecchi amici e vecchie conoscenze. Le quali magari, perché no, potrebbero anche rivelarsi fonte di nuovo lavoro.

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11 Maggio 2007

La tartaruga che allena il ghepardo: io che faccio pubblicità a Luca Conti!

In effetti fa un po’ ridere: anzi, magari così facendo, mi faccio pubblicità io!

E comunque, leggo sul personal blog di Luca Conti (il cui blog più conosciuto e letto è Pandemia), un post sincero - merce rara, non per Luca, di questi tempi - il quale candidamente afferma che, da Giugno 2007, scadrà il contratto in Provincia, e lui sarà senza rete (rete di protezione, quella che usano i trapezisti, s’intende). Perciò, avendo sviluppato una vasta serie di contatti e di abilità non comuni su/grazie/in Internet, vuole proporsi come Conversational Media Consultant.

Di tutto ciò apprezzo tre cose, e cioè la sincerità (altro che discorsi, bisogna pur campare!), la volontà di mettersi in gioco (anziché stare a frignare sul precariato e l’assenza del posto di lavoro), e la determinazione nel voler valorizzare le proprie capacità.

Non apprezzo la dicitura in inglese, ma forse ha ragione lui.

Ovvio che il percorso sia arduo, vedi ad esempio i commenti all’articolo di Grazia (sì, proprio la rivista femminile), eppure…

Eppure io Luca, se avessi un budget da investire, lo ingaggerei: già, perché uno così ti fa crescere in Internet (a patto che tu voglia farlo, a patto che tu sia valido), ti fa conoscere, ti fa apprezzare, ti fa creare una cerchia di supporters che faranno il tifo per te. Tanto per tradurre la cosa in numeri, il blog di Luca ha 2295 lettori all’11 maggio 2007, ore 11.44 (ed almeno altri 500 che non sanno come usare i feed), roba che altri quei numeri se li sognano, ed un conseguente patrimonio di contatti a dir poco invidiabile.

E, soprattutto se sei un medium, la cosa avrebbe molto valore.

Ad ogni buon conto, Luca, nel caso volessi entrare seriamente in un progetto che ho in testa… beh, potrei essere uno dei tuoi (primi?) clienti. Però voglio lo sconto, eh?! :-) (more…)

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3 Maggio 2007

La tirannia della trasparenza, nei viaggi e non solo

Neanche ce lo fossimo detti, oggi mi arriva la newsletter di Trendwatching, riguardo alla tirannia della trasparenza, articolo che vale la pena di leggere (è in inglese).

Parla di Tripadvisor, che già conoscevo, ma anche di igougo (I go you go, credo!) ed altri. Poi vado su Google a vedere cosa dicono della Priority Pass Card, letta ieri su travelblog, e trovo questo.

Ma che ve lo dico a fare? Ad altri dovrei dirlo, non qui, dove parliamo già la stessa lingua. Comunque, buon pro vi faccia.
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1 Maggio 2007

Agenzie, viaggi di nozze ed Internet, ovvero: come essere alla canna del gas e non accorgersene

Capita che uno si sposi, nella vita (oggi capita che uno lo faccia più d’una volta, o che non lo faccia punto, ma tant’è), e capita che voglia andare a fare una vacanza particolare, generalmente qualcosa che non ricapiti. Di solito, anche nel mio caso, un viaggiatore cosciente opta sulla distanza come discriminante (concetto ragionevole, visto che è una delle poche volte in cui uno ha un mese per girare).

Succede che uno vada in agenzia di viaggi (perché sai, lì possono fare la lista di nozze, eh, ci mancherebbe…), e si faccia dare dei preventivi.

Capita poi che, un po’ insoddisfatto del prezzo, un po’ cosciente che se ti sei sempre organizzato i viaggi da solo, perché mai qualcun altro debba farlo per te ora, giri su Internet a vedere cosa ti è stato proposto.

Ebbene, capita che del Little Polynesian di Rarotonga qualcuno pensi questo, mentre di un altro posto molto più economico qualcun altro scriva questo.

Poi capita che guardi su tripadvisor le recensioni e trovi questo, ovviamente con le foto dei viaggiatori, e allora succede che magari, il viaggio, torni ad organizzartelo tu…

No, perché mica tutti sono come Giovanni Matta, che tu gli scrivi e lui ti prepara tutto, facendoti davvero trovare in Paradiso…

Ps: se qualcuno ha suggerimenti su quale isola della Polinesia si possa stare da Dio, è benvenuto.
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23 Marzo 2007

Scoprire i propri luoghi

Navigando nel web, ci accade sempre di scoprire qualcosa. A pensarci bene, la scoperta è legata all’esperienza del viaggio, fisica o cognitiva. In effetti, nel web non si viaggia a livello fisico (il corpo resta fermo), ma lo si fa - e molto! - a livello cognitivo (dove per cognitivo intendo dire mentale, emozionale, relazionale).

Pertanto, il web è continua fonte di scoperte. Esiste un legame tra la scoperta cognitiva e fisica? E nel caso dei luoghi? Ma allora cos’è il viaggio? E cosa la scoperta?

Queste domande ho iniziato a pormele quando mi sono accorto che nella mia città, nella mia regione, nei miei luoghi, veniva gente di tutt’altro ambiente, che mi faceva vedere coi propri occhi una realtà che credevo ormai assodata, immutabile. Mi sentivo come quegli scienziati, quegli inventori dei libri di scuola, che imparano a vedere il quotidiano con occhi diversi e cambiano il mondo.

L’acqua che bolle, chi avrebbe mai detto che oggi sarebbe stata alla base del nostro modo di vivere, di essere, di pensare?

Vi assicuro che la scoperta (e non la ri-scoperta, una stupidaggine, non si ri-scopre una cosa quando la si vede con occhi diversi) regala un’emozione indicibile. E’ stato così che mi sono messo a girare, a cercare, a trovare, a scoprire le Marche. E’ per questo che amo definirmi scopritore delle Marche. E’ per questo che ad ogni cantina, ad ogni trattoria, ad ogni borgo, ad ogni persona, ad ogni storia, ad ogni tramonto mi si stringe il cuore. Eppure, sono luoghi conosciuti, no?

No.

I luoghi non si conoscono mai fino in fondo, come le persone. E’ illusorio poter pensare di spingersi fino all’infinito ed oltre, l’infinito non è un parametro fisico.

…e il naufragar m’è dolce in questo mare…
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9 Marzo 2007

Aci Trezza, Catania e La Montagna.

La MontagnaA maggio del 2005 ho passato dieci bellissimi (e intensissimi) giorni in Sicilia. L’ho girata abbastanza, dal ragusano (nella bellissima casa di Lorenzo Piccione di Pianogrillo), a Siracusa, Palermo, Agrigento, Piazza Armerina, Taormina e Catania.

Dopo aver visitato Catania (la piazza del Liotro - l’elefante, con la pasticceria davanti al Duomo, merita una visita già da sola), siamo stati a dormire ad Aci Trezza. Non so dire se di quella zona (in senso lato, la Sicilia Orientale) ho apprezzato di più i dolci (senza dubbio alcuno, i migliori d’Italia, e dunque del mondo, specie al Caffè Sicilia di Noto), il pesce o i paesaggi (l’Etna regala scorci stupendi dalla città, dai giardini e dal mare).

Di sicuro il paesaggio di Aci Trezza, coi faraglioni dei Ciclopi, l’isola Lachea ed Aci Castello in lontananza, ne ha da dire e da vendere. Ancor più a chi si è appassionato alle disavventure dei Malavoglia: il museo omonimo, ricavato in una casa che ricorda quella verosimilmente descritta da Verga, ricostruisce i vari aspetti della dura vita dei pescatori di fine Ottocento, a me in parte nota dai racconti di famiglia.

Ma c’era una cosa, nel cortile, che più mi ha colpito: la cenere. Fertilissimi resti dell’ultima eruzione del gigante buono, la Montagna, come la chiamano qua.  E le si dà del Lei: "La Montagna  le dà, e la Montagna le toglie, quando vuole".
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12 Febbraio 2007

Bloggare da mobile

Il post di prima (quello sul navile), questo qui e diversi futuri, sono realizzati da cellulare. Non so come appaiano nella pagina, nel cellulare si leggono piuttosto bene. Mi scuso per eventuali mancanze, tipo maiuscole saltate, link mancanti e poche variazioni grafiche.

È che scrivere da cellulare, digitando su tastierino è veramente alienante :-) (more…)

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Indovina dov’è…

11022007110.jpgQuesta foto (cliccaci per ingrandirla) è stata scattata ieri… Indovinate dove? Beh, se guardate le categorie del post, indovinate subito. Sembra incredibile, non è vero? Ed in effetti, lo è: del resto, Bologna non è ciò che sembra, ed i fiumi e la natura appaiono dove non te li aspetti. Per la cronaca, questo è il Navile, antica via d’acqua che dà il nome a diverse vie e quartieri (porto, navile appunto, via della beverara, via del navile, via dello scalo, con la compartecipazione del Reno), e che emerge in tutto il suo vigore in Via Carracci, proprio a due passi dalla stazione. A fianco, c’è il parco di Villa Angeletti, una boccata d’aria in mezzo a tanto smog.
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