TOURblog

Il diario popolare, in giro per l’Italia, di Angelo Recchi, tour leader

Archivio della Categoria 'filosofeggiando'

15 Gennaio 2008

La cena filosofica a Mirano, maggio 2004

Continua la serie di vecchi post, nel progetto di riordino e pulizia del sito in italiano. Qui le foto con breve didascalia della cena filosofica a Mirano, tra Padova e Mestre, tenutasi a Maggio 2004.
I moderatori, Antonio Tombolini e Nane Cantatore.

Notare una chicca, per chi conosce Marco Boscarato, il proprietario del ristorante I Molini: la foto che lo ritrae è stata scattata dal sottoscritto, e dev’esser stata particolarmente gradita, visto che in rete Marco la mette sempre!

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Queste sono le foto di una cena “filosofica”, dove, oltre a mangiare (e bere, bene!) si è anche discusso del mangiare nei diversi aspetti filosofici. Mangiare come rito, il cibo come oggetto sacro, il rapporto tra estetica e necessità, e via dicendo.

I due “stimolatori” sono stati Antonio e Nane, l’ospite (nel senso di ospitante) Marco Boscarato. Il posto, bellissimo, i Molini, a Mirano.

I Molini a Mirano

Ecco qua il posto, arredato con gusto. Ambiente ideale per una cena filosofica, no?

In basso, i due “animatori” (ma sarebbe più giusto dire i due “contendenti”, o no? :-)
Nane chiacchiera
Nane che parla, controllato da Antonio

Francy semi-addormentata
Premetto subito: Francy alla cena è stata bene; il problema è che ha lavorato tutto il giorno, e tornata a casa ha fatto di corsa la valigia per arrivare in tempo a Mirano. Giustificata quindi l’espressione del viso, no?

Vino e commensali
In alto, i commensali presi nell’ascolto. Più in evidenza, il tavolino centrale, con candelabro e libri in bella mostra. Qui non è visibile, ma era stato predisposto un tavolo a ferro di cavallo, al cui lato trasversale stavano seduti Antonio e Nane. Sul pavimento, fogli in ordine sparso, recanti ognuno un motto di spirito.Vino, libri e commensali

soggetto-oggetto
Una domanda: chi il soggetto, e chi l’oggetto, tra i filosofi e lo strepitoso Montepulciano di Clà, meritatamente ritratto in primo piano?

Antonio e Nane
In fin dei conti, si vogliono bene!

Marco Boscarato
Un Marco Boscarato in forma e soddisfatto!

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31 Dicembre 2007

Salutando l’anno che se ne va: quanto è cambiato

Il tempo che passa ha bisogno di momenti di sublimazione: vecchie foto, momenti istituzionali, qualche data per fermarli e riflettere.

Se guardo un attimo indietro, vedo la foto del mio sito: mi dicono che sono piuttosto diverso da quello lì in acqua. Peccato…
La foto del mio sito

Il momento istituzionale principale di quest’ anno è stato senza dubbio il matrimonio. Qui forse la differenza si nota meno…

Le date invece sono numeri, null’altro che numeri. E così, prendo alcune date di quattro anni fa, ed alcuni brevi flash che scrivevo sul sito. C’è l’Ancona in serie A, c’è la poesia di Silvietta la figlia di Gianna Ferretti, c’è qualche vano tentativo di aggregazione in rete, un pranzo a Verona, uno ai Molini di Mirano, un primo maggio e qualche sciaperìa, come si dice da me. Le ripropongo di seguito.

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15 gennaio 2004: l’altra volta, a Bologna, dovendo farmi un’ora di auto verso le sei di sera, imprecavo perché il mio vetro era sporco, e mi impediva di vedere bene la strada. Mi dico, ora devo beccare un benzinaio per pulirlo, ma siamo in centro, e col traffico è un mezzo casino. Quand’ecco che, fermo al semaforo, mi bussa un lavavetri al finestrino. E poi c’è chi dice che sono degli scocciatori!

1 febbraio 2004: l’altra domenica ero malauguratamente allo stadio per Ancona-Lecce, e insieme ad un mio amico rimaniamo colpiti da una mora da paura, ma parecchio da paura. Dopo due secondi, qualcuno inizia a fare:”Guardate, c’è Jardel, il nuovo bomber (si fa per dire) dell’Ancona!”. Noi “dove? dove?”, e loro a indicarci. Alla fine, ci accorgiamo che era il fidanzato della mora, nota playmate austro-brasiliana. Ma sai che cacchio ce ne frega de Jardel!!!

15 febbraio 2004: l’altra sera, visitando il sito di Ancona Nostra (in assoluto il migliore dedicato ad Ancona, e credo in generale uno dei migliori in vernacolo), è uscito fuori un pop-up (Ancona Nostra è uno dei pochi siti nel quale ho abilitato i pop-up). Quando ho visto che era dedicato al mio sito, beh, ho avuto un’emozione grandissima. Grazie mille, Ancona Nostra!

5 marzo 2004: l’altra sera, girando per la rete, mi sono imbattuto nel sito di Marco Cavallini, che vale la pena di visitare. Già solo per la magnifica pagina dei proverbi di tutto il mondo. Quando viaggiare significa, prima di tutto, crescere.

20 marzo 2004: Sere fa, girando per la rete, sono arrivato nel ng it.hobby.giochi, e sono stato accolto, gentilmente, da Angelo Porazzi, autore del giocatissimo Warangel. Da lì, sono arrivato fino all’anagrafica, che sarebbe una mappatura di tutti gli appassionati di giochi in scatola. Perciò, ora nell’anagrafica ci sono pure io. E, quel che è meglio, ho conosciuto una valanga di gente, appassionata come me, di tutta Italia. Sono cose che accadono, (anche) in rete.

30 marzo 2004: L’altro venerdì mi trovavo a Verona, e chiaramente, a pranzo, ero alla “Trattoria da Livio”. Avevo preannunciato la mia presenza a Fabrizio, il proprietario nonché meraviglioso cuoco, nel forum di Antonio Tombolini. A fine pranzo, trattoria ormai semi-deserta, mi si avvicina un signore dall’aspetto giovanile e sportivo, che mi chiede se fossi io Capitan Angi. Al mio assenso, mi saluta, presentandosi come il mitico Giorgio-Vr, attivo partecipante del forum, col quale avevo scambiato più di una discussione, ma che non avevo mai visto fisicamente. Cose che accadono, (solo) in rete!

26 aprile 2004: Un saluto a tutti i ragazzi che ho conosciuto a Trento; spero di rivedervi prima o poi!

1 maggio 2004: Fantastico Primo Maggio, deciso all’ultimo momento, a Mantova, splendida città Gonzaghiana, in occasione di Ludicamente. Qui tutte le foto.

28 maggio 2004: cena filosofica ai Molini di Mirano, da Marco Boscarato. Ecce foto!

4 giugno 2004
La poesia di Silvietta:
FILASTROCCA DELLA CARTA
Carta da lettere o per giornali,
carta da musica o da regali,
carta che parla, carta che canta,
carta moneta che vale cinquanta.
Carta che taglio, carta che gioco
carta nemica del fuoco…
Carta che danza, stelle filanti,
spesso cartone per pesi pesanti.
Carta, una cosa, una sola la so:
che con la carta tutto si può!

15 giugno 2004: Raccogliendo (e ci mancherebbe!) l’invito del mio amico Tommaso Lucchetti, preparatissimo e (ancor più importante) NON NOIOSO storico della gastronomia, vi giro l’invito alle serate con degustazione ad Offagna (paesino del quale trovate una recensione qui sotto, oppure cliccando qui), giovedì 5 e 12 agosto, alle 21. Il prezzo è ridicolo: 5 Euro, e già l’atmosfera merita da sola il biglietto. Chi puote, ce vaga, merita davvero!

25 giugno 2004: SOTTOSCRIZIONE PUBBLICA: Misteri d’Italia, il sito da me linkato a fondo pagina, è diventato - ahimé - a pagamento.
Per quanto si possa dire che i contenuti, nel Web, debbono essere gratis, è anche vero che questi qua si fanno un mazzo tanto, per mettere online articoli (completi di ogni documentazione, atti, ecc.) decisamente utili a chi volesse saperne di più su molti misteri irrisolti del nostro Paese.
Solo che tocca tirare fuori 60 Euro in un anno per avere accesso ai contenuti. Perché dunque non ci mettiamo insieme e tiriamo su questa somma? Se siamo in due sono 30 Euro, in tre 20, in venti 3, e potremmo avere tutti accesso al loro sito.
Nota: non dite che questo è sleale, perché con 60 Euro hai un nome utente e una password, che potresti tranquillamente girare in rete. Così invece riusciamo, con poco, a sostenere lo sforzo di questi bravissimi giornalisti. Per sottoscrivere email me!

30 giugno 2004: si fa un gran parlare degli immigrati clandestini, alla stregua di bestie che viaggiano ammassati in scafi, nei tragitti della speranza. Ma dei nostri treni Torino - Lecce, Milano - Reggio Calabria - Agrigento, ne vogliamo parlare? Che per di più, sono istituzionalizzati…

15 luglio 2004: Quando uno vuole prenderci per scemi, si usa rispondere “Credi che vado in giro con la sveglia al collo?”… beh, pare proprio di sì, a giudicare dai cellulari appesi al collo che si vedono in giro…

12 settembre 2004: Sapete cosa significa MMS (con cui ci stanno sfinendo l’anima in TV)? A 20 anni, “Mattina, Mezzogiorno e Sera”; a 40 “Martedì, Mercoledì e Sabato”; a 60, “Marzo, Maggio e Settembre”; oltre, “Magari Mi Succedesse!”.
“Ed è tchutcho intchorno a tche…” mavvaff…

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30 Dicembre 2007

La sindrome da tipicizzazione selvaggia: la Toscana

Nella serie di vecchi articoli, questo riguarda la Toscana. Beninteso: la Toscana turistica, tipica, finta dei borghi oramai teatralizzati. La Toscana di Bolgheri, Montalcino e Pienza, tanto per capirci. Rileggendo il post anche a distanza di tempo confermo le mie impressioni. Valutazioni oggettive è impossibile farne, ma ritengo che poco sia cambiato da quasi quattro anni a questa parte (maggio 2004). Come sempre, i corsivi sono aggiunte di oggi.

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La scorsa settimana sono stato in Toscana. Più precisamente, nella zona di Montalcino. Ero lì per una cresima, peraltro in un posto bellissimo che si chiama Cinigiano (provincia di Grosseto), a dieci chilometri dal paese del celebre Brunello. Mi trovavo in una zona verdissima, con alcuni poderi e prati a perdita d’occhio. Con tutto ciò che ne consegue: aria purissima, carne e verdure eccezionali, vino buono e via dicendo.

Poi, dovendo recarmi a Chianciano Terme, dal mio mitico amico Kilian, ho valicato il confine con la Provincia di Siena e ho fatto il giro delle località più famose: Montalcino, San Quirico d’Orcia, Pienza, Montepulciano. Strada obbligata, ed anche piacevole. Tuttavia, visitando i centri storici di queste località, mi sono trovato a disagio nel vedere una miriade di gastronomie, locali tipici (con la parola “tipico” presente in ogni dove), tutto il paese “in ghingheri”, ma quasi assenti salumieri, fornai, fruttivendoli, cioè negozi per la vita quotidiana.

Ebbene, a mio parere, questi posti hanno concluso la propria esistenza. Vivono oramai prigionieri del loro mito, e della moda che li accompagna. Sembra di visitare le case di quei nobili decaduti, ancora convinti di vivere in una favola, non essendo più presi dal concreto.

Oddio, magari è così: ad un turista, piace vivere in una favola, e non essere disturbato. Tuttavia, credo che la cosa, alla lunga, non paghi. Perché rischia di diventare una “sindrome da tipicizzazione“, che dura finché dura la moda. Ma come questa vacilla, appena altri luoghi diverranno “in”, come si trasformeranno i vari Montepulciano, Montalcino, Pienza? Villaggi fantasma? Non credo; forse, molto più semplicemente, torneranno quelli di prima. Ma ce la faranno, dopo essere vissuti prigionieri del proprio mito, o faranno come quei divi del muto, che dal proprio mito non uscirono mai?

O sono io ad essere apocalittico?

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29 Dicembre 2007

DELLA NATURALE SUPERIORITA’ DI TRENTINO E ROMAGNA NEL TURISMO

Continua la serie di vecchi articoli che sto inserendo nel blog. Questo, di sapore più turistico, è stato scritto a fine agosto 2004, giusto per comprendere i riferimenti temporali. I corsivi, come sempre, sono aggiunte odierne.

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Torno proprio oggi da un giro in Trentino (che conosco ed ho già visto diverse volte) ed in Romagna, dalle parti di Rimini. Entrambe le regioni sono ai vertici del turismo italiano (che, giova ricordarlo, per ora è al quarto posto nel mondo, dopo Francia, Usa e Spagna, e presto verrà naturalmente scavalcato dalla Cina); incuriosisce vedere cosa ci sia di comune e cosa di diverso.

Il Trentino (- Alto Adige) ha una posizione geografica che lo rende (assieme al Lago di Garda) prima meta turistica italiana di tedeschi e austriaci (l’Autostrada passa di lì). Ma non basta. E’ un posto bellissimo. E con ciò? Forse che l’Italia non ne è piena? No. Il fatto è che in Trentino Alto Adige, ogni albergo ha un comfort di fronte al quale le strutture medie italiane impallidiscono: sauna, piscina, idromassaggi, terme, che se ti piove per una settimana, quasi non te ne accorgi. E i sentieri, pulitissimi, attrezzatissimi, segnalatissimi? Miraggio per gli altri.

Così come la cortesia e l’accoglienza, che caratterizzano soprattutto la Romagna. Il Trentino Alto Adige, almeno, qualcosa di bello lo ha. Cosa ha di bello la Romagna? Il mare? Ma vogliamo scherzare? Marrone ovunque. La sabbia? Ma quando mai! La posizione geografica? E sì che per arrivare a Rimini ce n’è di strada, si fa molto prima ad andare in Liguria, in Veneto, addirittura in Toscana, che di là le spiagge sono più belle. Il cibo? Non meglio di tanti altri… I vini? Ce ne son di buoni, ma i romagnoli stanno ancora scontando la cattiva fama di contraffattori di vini. Il paesaggio? Piatto come una tavola.

No. Il fatto è che la Romagna ha i romagnoli. Ospitali, si sanno divertire, hanno un senso imprenditoriale come pochi, sono animatori nati. Che capiscono il valore delle cose a lungo termine. In Romagna, dal nulla è stata creata una florida economia. C’è gente abituata da sempre ad andare a dormire in garage d’estate, perché arrivano i bagnanti. Che ha capito che il bello di una vacanza, più che i posti, sono le persone e le amicizie che si fanno. Da lì nasce tutto: le case in affitto, poi gli alberghi, poi le balere, poi le discoteche, e poi i parchi di divertimento. E vale per tutti: giovani, vecchi, bambini.

Piccolo interrogativo: quando impareranno, gli albergatori delle Marche (parlo di questi perché li conosco), a fare come i romagnoli, ed imparare che il cliente cullato e soddisfatto, è anche il cliente che ritorna?

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27 Dicembre 2007

I trasporti pubblici: è giusto pagare il biglietto se già con le tasse si mantiene l’azienda?

Questo post è stato scritto quattro anni fa. Oggi, con l’Alitalia in caduta libera, Trenitalia allo sbando e sempre più camion per strada e sempre meno per nave, è ancora più d’attualità.

I corsivi sono aggiunte di oggi.
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Che si parli di privatizzazione è inutile e fuorviante. La Conerobus Spa di Ancona, o l’ATC di Bologna, ad esempio, sono interamente di proprietà dei Comuni consorziati. Nulla di privato. E ci mancherebbe, visto che un’azienda di trasporti privata non potrebbe avere utilità sociale, se dovesse perseguire un profitto (a chi interesserebbe mantenere in vita una tratta con pochi passeggeri, se ne dovesse trarre un guadagno?). Il treno, idem: ogni anno la Regione versa a Trenitalia, Trasporto Regionale, un contributo (per le Marche, intorno ai 30 MILIONI di Euro) per coprire i costi di gestione del trasporto regionale (treni, manutenzione, biglietteria, abbonamenti eccetera), pari all’ottanta per cento delle spese effettive (cioè quelle dichiarate, e c’è da scommetterci che sono anche un po’ gonfiate… sai…).

C’è un ulteriore punto: il trasporto, soprattutto su rotaia, costituisce un monopolio naturale, visto che sarebbe impossibile costruire un’altra ferrovia di fianco a quella pubblica.
In quanto monopolio, quindi, non ha senso privatizzarlo, dato che l’efficienza, laddove un servizio è privato, è data dalla concorrenza, ed ostacolata dalla ricerca del profitto (ciò che peraltro sta accadendo oggi con Trenitalia).

MA ALLORA, PERCHE’ FAR PAGARE CHI SALE SUL BUS O SUL TRENO? Se uno di questi mezzi viaggia vuoto, sono soldi buttati. Se viaggia pieno, il traffico si riduce, l’inquinamento anche, la probabilità di incidenti, l’usura del manto stradale idem…

Allo stato attuale, quindi, CHI VIAGGIA COI MEZZI PUBBLICI, contribuendo a RIDURRE le spese, si trova a dover PAGARE per farlo!!!

Se i mezzi di trasporto fossero gratuiti, lo Stato (attraverso i vari Enti) dovrebbe metterci i soldi lo stesso (quello che sta facendo, visto che non sarà mica il 3% della popolazione a mantenere in vita le aziende di trasporto), MA ELIMINEREMMO tutte le spese di gestione di biglietti, abbonamenti, bigliettai, controllori, e tutta quella classe impiegatizia che E’ LA VERA ZAVORRA DI QUALSIASI AZIENDA DI TRASPORTO PUBBLICO (e guarda caso, è sempre proporzionalmente più del doppio degli autisti, che dovrebbero essere la forza lavoro principale di un’azienda di trasporto).

Inoltre, una mamma troverebbe molto più conveniente andare coi bambini in autobus, anziché in macchina, un gruppo di amici andrebbe molto più volentieri in centro in bus anziché in auto. E QUEI SOLDI RISPARMIATI (soldi, ripeto, buttati via), potrebbero essere molto meglio spesi per divertimento, acquisti, vacanze, cultura. Che, al limite, renderebbe profittevole anche ai commercianti farsi carico di una parte delle spese di trasporto. E a tutti i rappresentanti, tassisti (il taxi rimarrebbe comunque in uso, visto che non è la convenienza economica a differenziarlo), che per lavoro girano in strada, non farebbe molto più comodo averle libere, le strade? E ad una famiglia, non farebbe molto più comodo avere una macchina in meno?

Senza contare i turisti: immaginate cosa sarebbe se i trasporti fossero tutti gratuiti? E quale movimento di persone, di idee, di lavoratori, di denaro…

Secondo voi, è un’idea visionaria questa? Perché se un giorno decidessi di candidarmi alle elezioni (comunali, provinciali, regionali… boh?!), beh, questo sarà il mio cavallo di battaglia.

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4 Dicembre 2007

Elogio del Bello

Considerando i continui atti di vandalismo tesi ad abbruttire le cose ed abbrutire le persone, ritengo sia doveroso stilare una serie di considerazioni, elogi ed imperativi riguardanti il Bello:

Il Bello è indispensabile alla Vita: senza il Bello, non si vive.

Il Bello non va giudicato, va contemplato.

Al Bello non si arriva con la Ragione, ma con le Emozioni: la ragione risente di troppi condizionamenti esterni e mutevoli, le emozioni - pur condizionate anch’esse - sono più sincere, perché istintive.

Non è Bello ciò che è bello, ma è Bello ciò che piace: stronzate. Il Bello appassiona ed emoziona. Ciò che piace non c’entra col Bello.

L’Utile, o il Funzionale, non c’entrano nulla col Bello: il Bello è un concetto superiore, qualcosa può essere Bello e Utile, Bello e Funzionale, ma non Bello-perché-Utile.

Al Bello ci si deve abituare: se deve essere educati al Bello, ci si deve abituare all’emozione che deriva dal Bello. Altrimenti ci emozionerebbe troppo facilmente, e non si arriverebbe oltre. Anzi, spesso si rimarrebbe risucchiati dall’Utile, dal Funzionale, senza pervenire al Bello.

…continua, è un work in progress, sono benvenuti commenti e suggerimenti…

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10 Agosto 2007

Del come è bello viaggiare col web… la Riviera di Levante, in questo caso.

Potenza, come sempre, della Serendipity, mi ritrovo a leggere questa descrizione di alcuni sentieri in Liguria.

Nulla di speciale, si sarebbe portati a dire, tranne il fatto che, se uno ci va per la prima volta, una descrizione così serve, eccome, ed affascina. Mi è venuta voglia di andarci!

Altro che (finanziatissimi ed inutili) siti di promozione turistica… il senso delle guide è qui, in queste semplici, amatoriali, sagge e per nulla noiose descrizioni.

Sarebbe interessante creare un aggregatore di tutti questi belli e spontanei contributi.

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6 Luglio 2007

Come il web smascherò cataloghi e tour operator

Dunque, ogni volta che scrivo un post del genere mi assale il dubbio che sia inutile. Tanto, chi deve capire ha già capito, chi non capisce non va neanche sul web. Confido però nella truppa di gugolatori che cercano parole tipo agenzie, tour operator, cataloghi. Magari esistono anche costoro, chissà?

Metto in chiaro, se mai ce ne fosse bisogno, che amo le agenzie di viaggio, così come i tour operator. Ma quelli specializzati. Quelli che ti offrono viaggi unici, che da solo non faresti. Agenzie, appunto, di viaggi. Le altre, spiacente per loro, sono destinate ad una fine irreversibile. A meno che non decidano di coccolare il turista, dandogli di tutto e di più. Ma sarebbero specializzate lo stesso, perché le coccole di massa non esistono, altro che pubblicità.

Ciò posto, alcune dritte sparse:

- Ti propongono quel posto da sogno, romantico, imperdibile? Benissimo: vai su Tripadvisor e senti cosa ne dicono. Ma ancor meglio: flickr. Ecco perché noi andremo ad Aitutaki, isole Cook.

Aitutaki, beccati che mare!!!

- Quell’albergo è un posto da mille e una notte? Proviamo a vedere: ah, ok… così a Sydney saremo al Potts Point, mentre a Rarotonga non andremo in questa boutique. Piuttosto, mi faccio consigliare da Stefano, che oltretutto mi chiedeva qualche informazione sulle Marche. Chi è Stefano? Questo qui, ed è una persona squisitissima e deliziosa assieme a sua moglie Roberta.

- Ma… che cosa fare in una certa città, dove andare a divertirsi, cosa vedere senza beccarsi delle sòle? Per quello c’è virtualtourist. Non ci vuole neanche molto: vedo chi vive a Melbourne, e chiedo: cosa mi consigli di fare? Ci becchiamo per una birra?

Poi, oh, si può sempre andare a vedere se qualche blog ne parla, per quello c’è sempre technorati.

E se proprio proprio non cedete, perché beh, ma le agenzie ti fanno la lista nozze, sai… questo è un altro discorso, ci tornerò presto. Nel frattempo, guardate qui

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21 Giugno 2007

Il Mulino sul Po, a Occhiobello: un caso-pilota

L’altra sera sono stato a mangiare al Mulino sul Po, un ristorante dentro un barcone in riva al fiume, a Occhiobello, per una cena conviviale.

Mi piace, prima di andare in un locale nuovo, catturare dal web qualche impressione, pur rischiando condizionamenti. Tuttavia, dalle recensioni più disparate spesso si ricavano alcuni punti fermi, sui quali mi concentro per vedere se sono d’accordo o meno.

In questo caso, le opinioni sembrano essere d’accordo sul rapporto qualità/prezzo, (22 Euro menu fisso) meno sull’effettiva qualità del cibo.

In estrema sintesi: una grande varietà di antipasti, generalmente semplici, pesce di buona qualità e freschezza, vini non malvagi, atmosfera goliardica e prezzo abbordabilissimo.

Che altro? esperienze mistiche, a detta di qualcuno, non ne ho assolutamente provate. Discreti i diversi antipasti di pesce (che a casa mia, ad Ancona, mangio quando mia madre non vuole cucinare e fa due cose semplici semplici, perchè se è in vena la superano solo Uliassi e Madonnina), appena sufficienti i primi, discreti anche i secondi. Come vini, considerando che sono della casa non stanno male, anzi, col pesce rendono bene, specie i bianchi. Personalmente, infine, alcuni accostamenti non li sopporto, tipo roast-beef e patatine fritte (in una cena di pesce): ma comprendo che siano per accontentare il non amante del pesce, che nelle comitive festaiole c’è sempre.

Invece, il caso pilota è soprattutto un altro. Innanzitutto, stiamo parlando di un locale che, per comitive a cena fuori (tipo squadre di calcio, vecchi amici, ritrovi giocosi) è *perfetto*: atmosfera rilassata, abbondanza nelle porzioni (eccessiva a volte), "arredamento" consono, location affascinante (non ce n’è, il barcone in riva al fiume mi affascina a prescindere), prezzo fisso e abbordabile.

Questo però non dice nulla sulla esperienza del pasto, sulla qualità effettiva del cibo. Ho il fondato sospetto che l’abbondanza delle porzioni a prezzo basso sia ancora alla base di molti (troppi) giudizi positivi. Ovvio che il prezzo ha il suo significato - ci mancherebbe - però non può, non deve essere un parametro del gusto.

Uliassi o la Madonnina del Pescatore mi danno esperienze che altri non offrono: per quelle si paga. L’Opera Nova della Marca idem: ha di bello che si paga meno, ma io guardo l’esperienza, non il conto, per valutare un pasto. Il conto viene dopo, nel chiedersi se, *per ciò che ho mangiato*, il prezzo sia giusto. All’Opera Nova, al conto, uno strabuzza gli occhi, e molto spesso lascia qualcosa in più.

Al Mulino sul Po mi sono divertito, ho mangiato abbastanza bene, ma non è che abbia fatto i salti dalla sedia. Chiaro, meglio quello di altri, per una cena non importante.

Ma se dovessi andare a vedere il costo, avrebbe sempre e comunque più senso mangiare a casa.

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Ristorante il Mulino Sul Po
Via Giaretta
Occhiobello - RO
tel: 0425 750145
(consigliata la prenotazione)
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11 Giugno 2007

Da Gigina a Ferrara, reloaded

Ricevo questo commento al post su Gigina, a Ferrara.

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 Siamo i titolari della trattoria gigina di ferrara. Siamo venuti a conoscenza di questo blog con l’articolo che ci riguarda solo ieri sera da una comitiva di francesi di Marsiglia che sono venuti nel nostro locale con una copia di quanto hai scritto. Siamo lusingati di tutto cio’ e speriamo di conoscerci al piu’ presto , GRAZIE.

BAGLIONI GIAMPAOLO

PS.
IL NOSTRO NUOVO NUMERO DI TELEFONO

0532 770603

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Sono cose che fanno piacere, ed anche un po’ sorridere, perché da Gigina ci sono stato diverse volte, con compagnie diverse, da avventore. Tornarci (e lo farò, statene certi, specie dopo questo commento) sotto una luce diversa, mi inorgoglisce.

Ora sono curioso di sapere come si sono trovati i francesi di Marsiglia…
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