TOURblog

Il diario popolare, in giro per l’Italia, di Angelo Recchi, tour leader

Archivio della Categoria 'Eroi'

17 Gennaio 2008

Piazza Grande, l’anima di Bologna

Esistono nomi, simboli, luoghi che identificano subito una città. Sotto il Cupolone, all’ombra delle Due Torri, dalle parti del Conero, sotto il Vesuvio, in riva all’Arno, sotto la Mole, dalla Madunina, alla luce della Lanterna (più o meno…).

Altri, invece, ne indicano l’anima. Per Bologna il simbolo sono le Due Torri, ma l’anima è Piazza Maggiore, conosciuta anche come Piazza Grande, resa celebre da una canzone di Lucio Dalla, che racconta la storia di un barbone, un senzatetto, la cui casa è appunto Piazza Grande. E spesso, girando per strada a Bologna, vi troverete qualcuno dall’aspetto un po’ trasandato a vendervi un giornale chiamato proprio “Piazza Grande”. Lo acquista in conto vendita dall’Associazione, a 50 centesimi la copia. Quello che guadagna è suo.

L’Associazione Amici di Piazza Grande aiuta i senza tetto di Bologna nei delicati aspetti della loro vita, da quelli immediati (cibo e ricovero) a quelli meno intuitivi. Oltre al lavoro, infatti, chi di voi sa che costoro spesso non hanno residenza, poiché “senza fissa dimora”? Serve dunque un aiuto legale per dare concretezza ai diritti più elementari.

E così, da Piazza Grande parte un’iniziativa straordinaria, che in un paio d’anni ha coinvolto quasi tutta Italia: diversi avvocati mettono a disposizione un’ora o due al mese del proprio lavoro per assistere gratuitamente i senza tetto. Considerato il numero di avvocati in ogni città, ci vuol poco a far nascere lo sportello Avvocati di Strada, così che anche i senza tetto, gli ultimi per definizione, possano avere uno straccio di consulenza legale.

Addirittura, Piazza Grande è sopravvissuta ad un incendio che l’aveva quasi condannata: strinse i denti, cercò nuovi locali, ed alla fine cambiò sede, ma riaprì tutti i laboratori che peraltro davano lavoro a diversi senzatetto.

Girare per le strade di una città è più bello conoscendone l’anima. Perciò, vedendo Piazza Grande, i suoi senzatetto e i suoi giornali, girando per Bologna, anziché una nota di fastidio magari vi uscirà un sorriso.

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18 Dicembre 2006

Beppe Maniglia, icona di Bologna

In centro a Bologna, sono tante le cose da vedere. Semmai doveste sentire un suono assordante, watt sparati a mille, ed una moto parcheggiata nei pressi del Nettuno, con un equipaggiamento "eccessivo", siete in presenza di Beppe Maniglia. Un mito, un eroe, per tutti un idolo.

beppemaniglia.jpg

Non oso descriverlo: molto meglio di me hanno fatto qui, qui, ma soprattutto nel sondaggio di Halloween i bimbi bolognesi.

Una cosa aggiungo: Beppe Maniglia è la linea di demarcazione tra la città e la metropoli, nel senso (ampio) di qualcosa fatto per l’uomo e qualcosa di spersonalizzato. Finché in centro ci sarà Beppe Maniglia, Bologna potrà ancora dirsi una città, e le persone potranno ancora chiamarsi protagoniste.

Poi arriveranno le catene di salumerie precotte, i supermarket di verdura in via Clavature, e allora non andremo più a vedere Beppe Maniglia, ma il clown cococo pagato dal Macdonald di fronte.
(deriva nostalgicopopolare, forse eccessiva)
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