TOURblog

Il diario popolare, in giro per l’Italia, di Angelo Recchi, tour leader

Archivio della Categoria 'dritte sparse'

22 Febbraio 2008

Un po’ preso…

Loreto vista dai vigneti

Due settimane piuttosto intense, impiegate - tra le altre cose - ad organizzare un hiking tour per metà settembre, nelle Marche. I partecipanti saranno un gruppo di vivaci newyorkesi di mezza età che, naturalmente, si aspettano passeggiate nella natura, con soste in cantine per degustazioni, e poi conclusione in trattorie per deliziare il palato e l’anima con le bontà delle Marche

Indubbiamente nelle Marche il materiale c’è, le strutture anche, sembra facile, no? Non proprio.

Organizzare un tour, e poi dirigerlo, è estremamente complesso, perché si deve mediare tra mille fattori: itinerari, attività, tempistica, alternative di ogni tipo (se uno si fa male, se piove, se vedi che ci si annoia troppo, se la cantina/ristorante non è disponibile all’ultimo momento, ecc.), bisogna incastrare tutto alla perfezione affinché i “rattoppi”, che fanno sempre cattiva impressione, siano minimi e ben gestibili.

Non solo: ristoranti, alberghi, cantine, itinerari, percorsi vanno ispezionati attentamente (di solito vado con mia moglie perché quattro occhi vedono meglio di due), nulla va lasciato al caso. L’improvvisazione è importante, ma va lasciata a pochissimi frangenti, anche perché in rete il tam-tam è impietoso.

Completata la fase “a tavolino”: sul web, via telefono, via amici ho identificato i posti e gli itinerari.

Ora, a proposta accettata (wow!), do il via alla fase due, cioè l’ispezione sul campo per i posti che non conosco o che non ricordo bene. Ad essa andrà abbinata l’analisi precisa dei costi e la contrattazione del prezzo con ristoranti, cantine, alloggi: è estremamente importante, perché spesso accade che non appena sentono parlare di turisti americani, diversi ristoratori (e albergatori, specie di piccolo cabotaggio) impazziscono e alzano i prezzi (che con l’attuale cambio sfavorevolissimo per gli americani equivale ad un salasso), invece di rimanere entro quote ragionevoli che consentono di attuare il tour.

Senza contare quei ristoranti che, nonostante ci porti a mangiare la gente, nonostante possano elaborare già da oggi un menu fisso (con conseguente riduzione dei costi e dei tempi di realizzazione), e nonostante un prezzo concordato, continuano a fare storie perché l’accompagnatore deve pagare… (a questo dedicherò un post apposito).

Poi ci sarà la fase tre: studio della tempistica e cura dei dettagli.

Visti così sembrano tre passaggi differenti e staccati. In realtà, sono sempre interlacciati, perché spesso i programmi vanno variati sulla base di costi innalzati a sproposito, indisponibilità delle strutture, slittamento delle date per qualsivoglia motivo. Ma anche perché in un dato periodo c’è un evento non conosciuto prima, per cui val la pena modificare il calendario.

Si capisce da queste righe come sia impegnativo organizzare un ottimo tour (impegni che inevitabilmente si riflettono sui costi del tour stesso). Ma vi assicuro che organizzarlo bene è una soddisfazione enorme. Detto ciò, visto che ci sto lavorando, appena testato sul campo il tour verrà proposto ai viandanti che passano su questo blog (o sul mio sito).

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13 Settembre 2007

Gli strumenti del web nell’auto-organizzazione dei viaggi: Google document

Debbo dire che non sono una persona molto ordinata: biglietti da visita, depliant, inutilità varie campeggiano nella mia scrivania, in quella dei miei genitori, in quella dell’ufficio, nel mio borsello nero stragonfio di roba, nella mia multipla…

Bazzicando nel mondo del turismo, poi, la produzione di carta inutile viene moltiplicata all’inverosimile: in questo gli enti di promozione turistica hanno un ruolo di primo piano.

Debbo anche dire che sono stato sempre un po’ scettico su come effettivamente il web mi avrebbe potuto aiutare nel farmi trovare le cose che mi servono quando le cerco: la divisione in directory è inutile, così come i segnalibri non fanno altro che imporre un ordine lineare su ciò che invece dovrebbe essere un ordine “visivo”, un caos con una logica.

Tuttavia, ottima la possibilità che offre Firefox di memorizzare un’”istantanea” della navigazione, fissando in un segnalibro tutte le schede aperte in una sessione. C’è peraltro da chiedersi come mai sia ancora così “lontano” da Explorer come numero di utenti. Lo è, ma dall’altro verso, come efficienza: mille anni luce, uno per estensione.

Un ottimo strumento (tool per favore lasciatelo ai mmenager) è google, sia come mail che come archivio documenti online.

Il primo, oltre ad un filtro antispam coi contro-maroni memorizza le conversazioni per oggetto (e vi assicuro che è una grandissima cosa), e trova i messaggi in un secondo, non importa se per mittente o parola chiave. Metti una parola e trova tutte le mail che la contengono.

Fin qui, ho parlato di acqua calda. La vera figata, IMHO, è google document. Lo sto utilizzando per programmare il viaggio di nozze, ed è mostruoso. In pratica, si tratta di un hard-disk online, dove puoi caricare documenti e fogli di calcolo, suddividendoli in cartelle. Gli editor embedded annullano i problemi di compatibilità (ad esempio passando da PC a Mac, come nel mio caso, anzi, da Mac a PC), e consentono di usare delle versioni light di word ed excel direttamente online.
In più, si possono condividere file con altri utenti.

Ed infine, cosa che prelude a futuri post, si possono pubblicare tutti questi appunti.
E’ ciò che farò tornato dal viaggio di nozze. Questo qua

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10 Agosto 2007

Del come è bello viaggiare col web… la Riviera di Levante, in questo caso.

Potenza, come sempre, della Serendipity, mi ritrovo a leggere questa descrizione di alcuni sentieri in Liguria.

Nulla di speciale, si sarebbe portati a dire, tranne il fatto che, se uno ci va per la prima volta, una descrizione così serve, eccome, ed affascina. Mi è venuta voglia di andarci!

Altro che (finanziatissimi ed inutili) siti di promozione turistica… il senso delle guide è qui, in queste semplici, amatoriali, sagge e per nulla noiose descrizioni.

Sarebbe interessante creare un aggregatore di tutti questi belli e spontanei contributi.

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11 Giugno 2007

Da Gigina a Ferrara, reloaded

Ricevo questo commento al post su Gigina, a Ferrara.

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 Siamo i titolari della trattoria gigina di ferrara. Siamo venuti a conoscenza di questo blog con l’articolo che ci riguarda solo ieri sera da una comitiva di francesi di Marsiglia che sono venuti nel nostro locale con una copia di quanto hai scritto. Siamo lusingati di tutto cio’ e speriamo di conoscerci al piu’ presto , GRAZIE.

BAGLIONI GIAMPAOLO

PS.
IL NOSTRO NUOVO NUMERO DI TELEFONO

0532 770603

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Sono cose che fanno piacere, ed anche un po’ sorridere, perché da Gigina ci sono stato diverse volte, con compagnie diverse, da avventore. Tornarci (e lo farò, statene certi, specie dopo questo commento) sotto una luce diversa, mi inorgoglisce.

Ora sono curioso di sapere come si sono trovati i francesi di Marsiglia…
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11 Maggio 2007

La tartaruga che allena il ghepardo: io che faccio pubblicità a Luca Conti!

In effetti fa un po’ ridere: anzi, magari così facendo, mi faccio pubblicità io!

E comunque, leggo sul personal blog di Luca Conti (il cui blog più conosciuto e letto è Pandemia), un post sincero - merce rara, non per Luca, di questi tempi - il quale candidamente afferma che, da Giugno 2007, scadrà il contratto in Provincia, e lui sarà senza rete (rete di protezione, quella che usano i trapezisti, s’intende). Perciò, avendo sviluppato una vasta serie di contatti e di abilità non comuni su/grazie/in Internet, vuole proporsi come Conversational Media Consultant.

Di tutto ciò apprezzo tre cose, e cioè la sincerità (altro che discorsi, bisogna pur campare!), la volontà di mettersi in gioco (anziché stare a frignare sul precariato e l’assenza del posto di lavoro), e la determinazione nel voler valorizzare le proprie capacità.

Non apprezzo la dicitura in inglese, ma forse ha ragione lui.

Ovvio che il percorso sia arduo, vedi ad esempio i commenti all’articolo di Grazia (sì, proprio la rivista femminile), eppure…

Eppure io Luca, se avessi un budget da investire, lo ingaggerei: già, perché uno così ti fa crescere in Internet (a patto che tu voglia farlo, a patto che tu sia valido), ti fa conoscere, ti fa apprezzare, ti fa creare una cerchia di supporters che faranno il tifo per te. Tanto per tradurre la cosa in numeri, il blog di Luca ha 2295 lettori all’11 maggio 2007, ore 11.44 (ed almeno altri 500 che non sanno come usare i feed), roba che altri quei numeri se li sognano, ed un conseguente patrimonio di contatti a dir poco invidiabile.

E, soprattutto se sei un medium, la cosa avrebbe molto valore.

Ad ogni buon conto, Luca, nel caso volessi entrare seriamente in un progetto che ho in testa… beh, potrei essere uno dei tuoi (primi?) clienti. Però voglio lo sconto, eh?! :-) (more…)

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3 Maggio 2007

La tirannia della trasparenza, nei viaggi e non solo

Neanche ce lo fossimo detti, oggi mi arriva la newsletter di Trendwatching, riguardo alla tirannia della trasparenza, articolo che vale la pena di leggere (è in inglese).

Parla di Tripadvisor, che già conoscevo, ma anche di igougo (I go you go, credo!) ed altri. Poi vado su Google a vedere cosa dicono della Priority Pass Card, letta ieri su travelblog, e trovo questo.

Ma che ve lo dico a fare? Ad altri dovrei dirlo, non qui, dove parliamo già la stessa lingua. Comunque, buon pro vi faccia.
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20 Aprile 2007

Mangiare a Bologna

L’altra sera sono stato a cena alla trattoria "Il Doge", tra Strada Maggiore e Via San Vitale, a Bologna. Quel che mi premeva erano i commensali e l’occasione, perché oramai sul cibo, in centro a Bologna, non ripongo più speranze. Ed in effetti, nonostante fosse un locale rinomato, andava bene solo per gli standard (ahimé, bassissimi, tranne ovviamente il conto) del centro felsineo. Per di più la specialità pesce, di cui si vanta, su di me può avere (ed ha avuto) effetto boomerang, ma questo è un altro discorso.

Unica consolazione: girando per la rete, ho finalmente trovato un post (by Cuore di china) sulla ristorazione di Bologna che condivido al cento per cento, e che ovviamente linko.

Stasera sono a cena da "Pane e panelle" e verificherò quanto sostenuto da Cuore di China oramai un anno e mezzo fa.

Upload: niente ristorante, cena cancellata.

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21 Marzo 2007

Acquistare vacanze su ebay

Per organizzare i propri viaggi, nel variegato mondo del turismo online (che merita un post a parte, e neanche corto), va tenuto conto anche di ebay. Esiste infatti una sezione apposita del sito in cui poter acquistare, all’asta o immediatamente, voucher per alberghi, vacanze, eccetera.

E’ affidabile? Mah, quello va valutato caso per caso: feedback del venditore, consigli degli ebayer più esperti, forum, e comunque le garanzie di ebay.

Di positivo c’è che finalmente qualche albergo sta iniziando ad affacciarsi direttamente su internet, eliminando inutili intermediari che non aggiungono valore alla sua offerta. Naturalmente, non mi riferisco alle agenzie che selezionano, valutano e si offrono come punti di riferimento per andare sul sicuro. Certo, dovranno farlo sempre più assiduamente, visto che i commenti degli ospiti stanno diventando sempre più numerosi.

Indubbiamente Internet abbatte (e continuerà a farlo) le rendite inutili. Secondo me, sarà addirittura uno stimolo per le agenzie di viaggio.

Chi vivrà vedrà.
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2 Marzo 2007

Nozze 2.0!

Ebbene sì!

Dopo sei anni di conoscenza annessi e connessi, e sei mesi di onorata convivenza (!), io e la Frency (foto in basso, scattata al MarCamp, un grazie a Giovy e a Mia) procediamo al grande passo, il sei ottobre prossimo, in quel dell’Appennino Reggiano (ahò, 6-6-6, che vorrà dire?).

Da qui a quella data dovremo organizzare più o meno tutto il resto. Al di là del fotografo, che vede in pole position il birrologo Mirko, quel che ci preme (ed interessa di più), è il viaggio di nozze: dove come perché, e dritte di ogni tipo.

Francy ed io

Ecco: vediamo se lo user-generated-content porterà il suo contributo a questo evento.

Alla fine di tutto faremo un report intitolato "nozze 2.0": grazie a tutti coloro che parteciperanno alla realizzazione!
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28 Febbraio 2007

Il Sebastian di Ferrara, finalmente un pub!

L’altro giovedì sera sono tornato, dopo quasi dieci anni, al Sebastian pub, a Ferrara.

La particolarità del locale è che si trova dentro un battello in rimessaggio, in Darsena. Sono stato a mangiare pizza (che a dispetto della fama non mi è parsa un granché), ma soprattutto a bere birra.

E finalmente una birra come si deve! Una belga, trappista, servita dalla cameriera che ha sapientemente versato i lieviti nel bicchierino a latere, e la birra in un calice studiato per far disperdere meglio l’anidride carbonica.

Ecco, il Sebastian di Ferrara è un pub come si deve: scenario accattivante, non spocchioso ma legato alla tradizione (diversi locali stanno su barconi, da queste parti); spazio studiato per tutti, dai bimbi (e figurarsi se un bimbo non va pazzo per la pizza dentro il battello!) ai grandi, per i quali c’è un apposito privé; proprietario vulcanico, continuamente assalito da nuove idee (si tratta di Luigi Stecca, Mastro Birraio Polesano, che oltre al calice anti-palloncino ha studiato anche l’apertura di un altro pub, a Villamarzana, ricavato da due ex aerei presidenziali), che ovviamente fa sempre parlare di sé; birra buona, ricercata e di classe, o per lo meno non il solito beveraggio acquoso.

Ecco, questi tre ingredienti fanno del Sebastian (e, sono sicuro, anche del Michelangelo da Vinci, che visiterò presto) un grandissimo pub: era ora!
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