Un solo ristorante gluten-free a Bologna: La Pizzeria Due Lune di via Battindarno, un gran bel posto.
Come molti di voi sapranno, vivo a Bologna - a parte alcune parentesi - dal 1996. Ci ho studiato, ed ora ci abito con mia moglie. Una particolarità di Bologna è che gode della fama di città in cui si mangia davvero bene, godereccia, scanzonata. Forse lo sarà stata in passato: per quanto i gourmet se lo chiedano e ne dibattano, pie’ di lista (cioè Fiera) e speculazione immobiliare (cioè: affitti spaventosi), assieme all’ineducazione alimentare studentesca (che esalta osterie con bisolfiti rossi spacciati per vini), hanno reso Bologna un posto da cui stare alla larga. Per delle crescentine civili senza ricorrere a Finconsumo bisogna arrivare come minimo a Bazzano, o a Marzabotto. Idem per avere un tagliere di salumi abbondante e non plastificato. Lasciamo perdere le tagliatelle o i tortellini al ristorante, passati da bene alimentare a status symbol da gioielleria, salvo poi andartene nell’Appennino Reggiano o Modenese, bendarti, prendere un ristorante a casaccio e trovarne di migliori a un decimo del prezzo, ma tant’è, i miti sono duri da sfatare.
La cosa che colpisce maggiormente, e che fa anche girare le palle, visto che ancora troppi bolognesi si piccano di essere al centro dell’Italia per la cucina, è l’assenza totale di ristoranti senza glutine (che se non è indice di impreparazione culinaria, ditemi voi). Tranne uno, e che sia benedetto: la Pizzeria Due Lune, in via Battindarno, assurta oramai a refugium peccatorum dei bolognesi celiaci, non solo perché non c’è alternativa. In realtà, l’Alternativa di via Mascarella, a due passi dalla Montagnola è l’unico altro posto a Bologna (esclusa San Lazzaro, che del resto non è Bologna) per il gluten-free, ma è una piadineria - ottima per carità, fa anche servizio a domicilio e la piada GF è valida - non un ristorante. 
Le Due Lune invece è una pizzeria ristorante, con un’ottima pizza (GF e ordinaria, la seconda su forno a legna), ottimi piatti e prezzi ancora civili. Ci sono andato diverse volte a mangiare, ed ancor di più a prendere la pizza da portare a casa: di lunedì, di mercoledì, giovedì, venerdì, qualunque giorno è sempre, sempre, sempre pieno, sempre vociante, sempre allegro. Alla faccia della crisi! Sta in via Battindarno, all’incrocio con via Bertocchi, tra la Barca e Borgo Panigale, proprio di fianco al deposito degli autobus (così ti becchi pure un bel parcheggio). Davvero un posto in cui respiri allegria e serenità, e soprattutto, se sei celiaco, un posto in cui mangi bene e rilassato. D’estate poi stai anche fresco, perché c’è anche una bella veranda, spesso con piano-bar.
Se di cinquecento pizzerie (e ci vado stretto) che aprono e chiudono alla velocità della luce in ogni angolo della città, una sola è senza glutine, secondo voi cosa significa?
Se di cinquecento ristoranti (e ci vado stretto), trattorie, osterie e vari che aprono e chiudono in ogni angolo della città, uno solo è senza glutine, ed è lo stesso che fa anche la pizzeria, secondo voi cosa significa?
Ristorante Pizzeria Due Lune
Via Bertocchi 1, Bologna
tel: 051.56.75.69





Alle 2 lune ci vado spesso pure io, ma se si riesce a evitare il sabato sera è meglio.
in realtà a bologna c’è anche pepperoni come pizzeria, ma hanno dei prezzi cari.
Poi al telefono abbiamo sentito un agriturismo sui colli che se avvisi un giorno prima ti fanno anche le crescentine e un sacco di cose che sembrano buonissime, senza glutine.
Sempre pieno anche quello, almeno a noi ci han detto che sono prenotati per 2 settimane. L’agriturismo è il poggiolo www.agriturilpoggiolo.it e il referente è daniel, cordialissimo. Dovrei provarlo sabato questo, ma vediamo se sono a bologna.
cmq hai ragione, è considerato ancora di nicchia… io sono veneto e da noi è ancora peggio, per trovare della birra gluten free a costi accettabili ho girato tutti gli ipermercati e solo la despar ce l’ha e finisce appena arriva.. mi dicevano che ne ordinano ma non consegnano. Ma da nessun’altra parte la trovo se non in farmacia dove costa in media 3 euro e rotti per 33 cl., una vergogna.
Scritto da Simone, il 15 July, 2008 at 17:19
Pepperoni non mi risulta più essere nel prontuario, al di là dei giudizi di merito sul come si mangiasse (secondo me, molto sulla norma).
Scritto da Capitan Angi, il 16 July, 2008 at 10:38
si però anche il prontuario, in realtà sento molte voci sul fatto che alcuni ristoranti non si fanno inserire perchè non vogliono o non trovano giusto pagare per comparire..
stesso discorso per alcuni prodotti alimentari.
ce ne sono molti di consentiti che non vengono inseriti per questo motivo e chi ne fa le spese siamo noi celiaci
Scritto da Simone, il 17 July, 2008 at 11:31
Il discorso del pagamento è ridicolo e risente di una mentalità del tutto inadatta a fare affari che contraddistingue tante aziende e ristoranti. Pagare 25 Euro a prodotto per comparire nel prontuario è come andarci gratis, chi sostiene il contrario mente sapendo di mentire.
Idem per i ristoratori (per i quali tra l’altro il corso è gratuito, e non mi risulta paghino per comparire, se non gli stessi 25 Euro): non appena appari in prontuario i soldi li rifai, e li rifai alla grande.
Se poi uno concepisce la ristorazione per celiaci come beneficenza, fa meglio a non comparire per niente.
Ma non preoccuparti Simone, vedrai che nei prossimi anni, quando almeno il venti per cento dei ristoranti attuali chiuderà, ci sarà la fila per entrare nel prontuario.
Scritto da Capitan Angi, il 18 July, 2008 at 08:18
certo che il prezzo è basso, e i soldi li rifai.
la mia è una questione di principio: è una onlus che fra pagamenti di iscrizioni, prezzi per i prodotti in prontuario, banner pubblicitari sul sito, prezzi per i prodotti in prontuario ecc.ecc. mi pare che tanto organizzazione senza scopo di lucro non sia!!!
cmq sono solo polemiche, lasciamole stare.
Per le intolleranze alimentari e ristorazione come dicono in veneto siamo indietro come la coda del musso!
In altri paesi europei c’è chi ha una sorta di “tessera” in cui sono indicate le intolleranze alimentari, e appena arriva la mette sul tavolo così il ristoratore sa come comportarsi.
Non tanto per la celiachia, per esempio mia morosa è favita e se mangia fave ci può lasciare le penne.. e per gli allergici alle noci, alle mandorle ecc. che rischiano shock anafilattici.
purtroppo non c’è sensibilità per queste cose.
ciao
Scritto da Simone, il 18 July, 2008 at 09:41
Da noi, più che la coda del musso si tirano in ballo le palle dei cani, ma la sostanza è quella :-)!!!
Guarda, credo che veramente AIC non sia ricchissima, perché se tieni in conto le spese cui va incontro e le richieste finanziarie, il resto sia denaro pubblico e di donazioni.
Detto ciò, credo proprio che il punto sia “economico”: il ristorante che fa cucina per celiaci deve farla per *guadagnare di più*. Secondo me è proprio la mentalità *caritatevole* a far funzionare poco la cosa.
La Schar non è che produca farina senza glutine per beneficenza, lo fa per guadagnarci, e si è creata un network autonomo di pizzerie (peraltro valide) idonee ai celiaci.
E’ vero che la motivazione “emozionale” è alla base della ristorazione per celiaci, prova ne è che molti ristoratori senza glutine hanno parenti o amici con questo problema; ma è altrettanto vero che un celiaco che viene a cena è sempre in compagnia (di non celiaci), perciò si parla di non una ma dieci, quindici persone a botta: sono soldi, altro che chiacchiere!
Detto ciò, Simone, complimenti per il tuo blog: è un’ora che non mi tengo più dalle risate!!!
Scritto da Capitan Angi, il 18 July, 2008 at 09:56
grazie per i complimenti, sono arrossito ^_^
cmq hai ragione, è spesso “emozionale” perchè c’è tanta ignoranza sulla celiachia in italia, e i ristoratori in generale tendono a stare chiusi nelle loro abitudini.
sogno un bar con l’aperitivo alla milanese gluten free ma mi sa che mi toccherà aprirlo se lo voglio!!
o a bologna c’è??
(io sono di padova ma mia morosa vive a bologna quindi ci capito spesso)
Scritto da Simone, il 18 July, 2008 at 17:07
A Bologna si fatica a trovare un aperitivo abbondante (alla milanese poi proprio no, non c’è la stessa tradizione), pensa se gluten-free. Però se po fa una partnership e aprirlo
Avevo capito che convivevi dal tuo blog, anyway se capiti a Bologna ci si becca. Fatti vivo!
Scritto da Capitan Angi, il 18 July, 2008 at 23:51
diciamo che si convive, in periodi variabili più o meno lunghi a seconda del lavoro, ma abbiamo 2 residenze diverse per ora. Nel blog si convive anche per esigenze narrative
ok per bologna, penso ci passeremo dopo le vacanze estive ormai!
buona giornata
S.
Scritto da Simone, il 21 July, 2008 at 08:28