Palermo, Palermo, tu come Amsterdam…
Trovarsi all’aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo, un giorno in cui non c’è sciopero, vi giuro è un sogno. Mica per l’aeroporto in sé, che come tutti è un posto brutto poiché anonimo e standardizzato. Lasciamo stare poi il televisore che non trasmetteva la RAI durante i mondiali, con relative scene fantozziane.
Ma se dovete andare in centro, oppure avete una coincidenza non troppo vicina, beh… scendete nel seminterrato: vi attenderà un trenino (comodo? non troppo. Pulito? come la media dei treni italiani, ma chissenefrega. In compenso è semivuoto), che a otto Euro circa, forse meno? andata e ritorno, in venti minuti vi porta sotto il centro città. Come accade, per esempio, ad Amsterdam. Come non vedo accadere negli aeroporti italiani delle grandi città in cui sono stato (Roma e Milano sono lontanissimi, a Bologna il treno- che potrebbe benissimo esserci- non c’è neanche).
Rispetto ad Amsterdam, la differenza è che non si scende sullo stradone del Damrak (per quanto anche la stazione di Amsterdam abbia un suo profondissimo fascino ed una sua oggettiva bellezza, basti pensare alla Chiesa di San Nicola), ma ai giardini d’Orleans. Da lì, in cento metri siete da Santoro per i cannoli alla siciliana, e in altri cento, al chiosco del pane con la milza. Poi, se avete ancora tempo, gambe e pochi ingombri, la Cattedrale è lì attaccata, ed il centro arabo-normanno tutto da visitare.
Palermo, Palermo, bella come sei e tanto vituperata… non sarà che, a dirla tutta, c’è da dar ragione a Salvo Sottile (via Mario Pagliaro) quando parla dell’atteggiamento della stampa rispetto alla Sicilia?




