Beppe Maniglia, icona di Bologna
In centro a Bologna, sono tante le cose da vedere. Semmai doveste sentire un suono assordante, watt sparati a mille, ed una moto parcheggiata nei pressi del Nettuno, con un equipaggiamento "eccessivo", siete in presenza di Beppe Maniglia. Un mito, un eroe, per tutti un idolo.
Non oso descriverlo: molto meglio di me hanno fatto qui, qui, ma soprattutto nel sondaggio di Halloween i bimbi bolognesi.
Una cosa aggiungo: Beppe Maniglia è la linea di demarcazione tra la città e la metropoli, nel senso (ampio) di qualcosa fatto per l’uomo e qualcosa di spersonalizzato. Finché in centro ci sarà Beppe Maniglia, Bologna potrà ancora dirsi una città, e le persone potranno ancora chiamarsi protagoniste.
Poi arriveranno le catene di salumerie precotte, i supermarket di verdura in via Clavature, e allora non andremo più a vedere Beppe Maniglia, ma il clown cococo pagato dal Macdonald di fronte.
(deriva nostalgicopopolare, forse eccessiva)




