L’albergo Diana, a Roma
Sono alloggiato al Diana Hotel, di Roma, come ho già scritto in un post precedente.
L’albergo non è un granché, per essere un quattro stelle. Diciamo che nel mio caso, fa il suo. Anche perché non sto molto ad ammattirmi: sono a un minuto da Termini, ma in un posto non necessariamente squallido; una passeggiata di sera la si può sempre fare, anche solo su via Nazionale e dintorni del Teatro dell’Opera; se volessi andare più oltre, bus e metro sono a due passi, e in più ho alcuni ristoranti non malvagi tutt’intorno.
Certo, l’albergo in sé, non merita quello che prende. Ma finché mi rimborsano, va bene così
Certo, poi scoccia constatare che si paga tutto, ma proprio tutto: pay tv letteralmente pay, internet senza fili sì, ma a pagamento con swisscom. Non solo: prese di corrente scarse e cadenti. Ma soprattutto, un caldo allucinante anche a termosifoni spenti e impossibilità di aprire la finestra, o lo smog della città eterna farebbe peggio.
Bella Roma, splendida Roma, ma bisogna alloggiare altrove. E, come vedrete nel prossimo post, l’altrove è tutt’altra cosa.




