TOURblog

Il diario popolare dei viaggi di Angelo Recchi, tour leader (con un’attenzione particolare al gluten-free)

28 Novembre 2006

La Corte Vecchia, a Polesella, tempio della carne.

Il Polesine è terra di palude e nebbia. Tra Rovigo e Ferrara, quel che c’è è dato saperlo in alcuni momenti dell’anno. Muoversi in quelle strade, di notte, d’inverno, è sfidare il destino. Mica sempre, ci mancherebbe, anzi, ora la nebbia come una volta non si vede più, dicono da queste parti.

Ad ogni modo, tra Rovigo e Ferrara c’è il Polesine. E dunque, Polesella. Ovvio, no? Badia Polesine, Fratta Polesine, Grignano Polesine, Polesella. E a Polesella, la Corte Vecchia. E’ facile trovarla, sta lungo la SS 16 adriatica, che diventerà adriatica sul serio verso Ravenna. E’ una vecchia corte, per l’appunto, lungo l’argine del Po. Rappresenta quell’architettura povera che rimane in piedi, quella storia parallela che ora viene riscoperta ed apprezzata.

Come entrate, vedete subito il forno a legna. E’ bene dirlo: è tutta colpa sua. Andate alla Corte Vecchia e non state a perdere tempo sui primi. E’ la carne, cotta sul forno a legna, la vera star del locale. Ho assaggiato la fiorentina, la tagliata, la porchetta, il carrè di manzo al sale e non hanno affatto sfigurato. Chi mi ha messo veramente in condizioni da standing ovation sono state la fiorentina e la porchetta, seguite a ruota dal manzo. La tagliata è ottima, così come gli affettati, ma non ci andrei apposta (ok, io gli ottimi affettati li ho in casa, non vale).

Generalmente, nei grandi pranzi, servono un Prosecco decisamente piacevole, che non sfigura neanche con la carne. Altrimenti, chiamate (o portatevi dietro) una bottiglia di buon rosso, e sarete felici.

Lasciate stare il vino della casa, è assolutamente imbevibile.

Conto: difficile superare i 30 Euro mangiando veramente parecchio.

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