TOURblog

Il diario popolare dei viaggi di Angelo Recchi, tour leader (con un’attenzione particolare al gluten-free)

25 Ottobre 2006

San Marino, ovvero l’essenzialità del superfluo

Quando vai a San Marino, generalmente non lo fai per caso. E’ un viaggio che va fatto apposta, perché da Rimini Sud - la via più comoda - ci vogliono tre quarti d’ora di tornanti a quattro corsie, come si confà ad una piccola Svizzera dentro l’Italia. Ecco, San Marino può ricordare la Svizzera, quella del Canton Ticino, italiana in tutto e per tutto, salvo quel senso di superiorità nel rapportarsi all’Italia, in realtà tipico dell’italiano emigrato. Che se per la Svizzera può anche essere giustificabile - diciamo così - per San Marino è totalmente fuori luogo. Intanto perché più della metà dei suoi abitanti non sono (più) sanmarinesi doc. Era così fino a qualche tempo fa, ora non lo è più, sebbene non indiscriminatamente (servono ancora genitori o un impiego nel Paese).

A San Marino, tanto per sgombrare il campo da inutili acrobazie mentali, non c’è nulla di *storicamente* interessante: una fortezza difficilmente attaccabile, come San Leo (molto più bella), una cattedrale (piuttosto bruttina), alcuni viottoli comuni a tutti i paesini in collina. Se ci vai per vedere l’arte, lascia perdere. San Marino, anche se Stato a sé, segna il confine tra la Romagna e le Marche. In tutti i sensi. Ovvero il confine tra chi ha ma non valorizza (le Marche), e chi non ha ma crea ed arricchisce (la Romagna). Un confine tutto spostato verso la Romagna: l’elevazione al cubo di Viale Ceccarini, ma con un panorama, va detto, degno del miglior Montefeltro.

A San Marino non ci vai per l’arte: ci vai per comprare, o per vedere come si respira "in un altro Paese". Ci vai per fare l’affare (contento tu!), per fare shopping, nient’altro. Ma l’essenza di San Marino sta proprio qui: i negozi di inutilità, cianfrusaglie, bigiotteria, armi ed alcolici reperibili ovunque, costituiscono l’essenza stessa di un Paese che fino a cinquant’anni fa non aveva nulla, salvo un trenino che si arrampicava stentando tra le colline, da Rimini, che ora non esiste più, han tutti la macchina. Un Paese che ha fondato la propria indipendenza su un terreno non molto rigoglioso, una posizione militarmente strategica ed una diplomazia molto abile, ma che non vanta produzioni di eccellenza, salvo qualche microbirrificio dai numeri del tutto trascurabili.
Eppure è incredibile, ed ammirevole, il flusso di turisti che la affolla ogni anno. Le ragioni? Intanto la vicinanza alla riviera romagnola, e la comodità di arrivo in auto, che la rendono preferibile nei giorni uggiosi. In secondo luogo, un sistema di tassazione che consente prezzi effettivamente bassi, anche per mangiare (siamo sui 15 Euro per pasti completi del tutto soddisfacenti). In questo,  San Marino succhia molto dall’Italia, che paga per evitare fughe di valuta (aperture di casinò, mantenimento del prezzo del carburante ai livelli italiani), ma merita comunque un plauso.

Sulla base di ciò, la dote migliore dei sanmarinesi - assimilabili ai romagnoli: la capacità di vendere. Qualsiasi cosa è folclore, anche i governanti. Agenzie, accompagnatori e guide turistiche percepiscono una commissione da ristoratori, albergatori e negozianti per far venire gente, cosa che in Italia viene generalmente vietata, e praticata meno. Ovvio che la spinta di chi muove le masse sia verso quei luoghi, e non altri. Da accompagnatore, posso dire che ad Urbino, 30 Km da San Marino, se porto gente a mangiare in un ristorante (mica due persone, anche dieci o venti), debbo timidamente avvicinarmi e mendicare uno sconto. A San Marino mangio gratis e prendo la commissione. Secondo voi dove preferisco andare, con tanti saluti all’arte rinascimentale?

Ecco, San Marino è così: l’essenza stessa della Romagna, anche se non è Romagna. Un centro commerciale urbano, che sarebbe bello vedere nelle grandi città italiane sempre, non solo a Natale. Un porto di mare, anche se non c’è il mare. Il luogo del superfluo, anche se i suoi abitanti sono estremamente laboriosi e concreti. Un posto che esisterebbe in qualsiasi vallata da "zona industriale", ma è in cima ad una montagna, ed ha una vista mozzafiato. Ecco, San Marino è - tra i posti assolutamente finti - quello più vero.

10 Commenti a “San Marino, ovvero l’essenzialità del superfluo”

  1. Hai scritto una marea di luoghi comuni, ma devo dire che su poche cose hai ragione. Visita il blog al seguente indirizzo http://www.inblog.it e fatti una idea più precisa.

  2. Demolition, ho scritto la percezione che ho di San Marino, essendoci stato diverse volte, ed avendo parlato con operatori del posto. E’ vero, non troppa “gente” del posto. Leggerò sicuramente il tuo blog, sarà di certo un arricchimento. Ma di sicuro, quando uno va a San Marino, quanto ho descritto non gli apparirà troppo stonato. Inoltre, credo che i “luoghi comuni” che ho scritto non dispiacciano troppo ai negozianti e ristoratori del centro.

  3. Complimenti Recchi! Hai goduto delle stesse piacevoli sensazioni che un romagnolo prova in viaggio nella meravigliosa toscana, purtroppo piena di toscani che aspettano il turista…..a braccia aperte! Ma occhio ai prezzi e al portafoglio

  4. A scanso di equivoci ti comunico che il blog non è mio, vi partecipo ogni tanto, io ti ho solo trovato navigando e ti ho segnalato ai lettori.

  5. Ciao Angelo, ho letto sul blog che gestisco la segnalazione del tuo blog e ti vorrei chiederti se posso pubblicare sul mio blog il tuo articolo. Anche se non condivido alcune cose che hai scritto credo che possano nascere delle buone riflessioni. Ovviamente sei invitato a prendere parte ai dibattiti. Ciao, ci vediamo sul mio amatissimo monte.

  6. Come no, Minosse, e grazie della considerazione!

    Sarà un piacere dibattere sulla questione, e non dubitare, sul bellissimo monte Titano (la vista che c’è da lì val da sola il viaggio, va detto e non è piaggeria), capiterò ancora, e ancor più volentieri.

  7. carissimo..non penso che tu abbia scritto troppi luoghi comuni…anche se non capisco tutto questo interesse per il piccolo monte dell’inutilità…sono una cosidetta sammarinese doc.figlia di gente che si fa il mazzo e nipote di emigranti nelle miniere..guarda caso sono anche una di quelle che vende cinfrusaglie su per i tuoi amati viotoli..Ti sembrerà strano ma sono daccordo su molte delle cose che hai detto.Sono giovane,mediamente colta ma purtroppo ho dovuto ripiegare su di un lavoro che non mi piace ma che mi da da vivere..perchè come dici tu…a vendere come noi non riesce nessuno..(forse Wanna Marchi..)Partendo dal presupposto che sono orgogliosa di essere sammarinese devo ammettere che molte corde che hai toccato son giuste ma ricorda anche che questo piccolo paesello,che non vanta certo peculiarità e qualità storico artistiche di rilievo ma che fortunatamente è circondata dalla merevigliosa Italia…Urbino,San Leo…e tutto quello che di sraordinario esiste qui attorno,ogni giorno da lavoro a Settemila italiani che nel 2007 sono ancora costretti ad “emigrare”per mantenersi visto che lo Stato Italiano vi succhia fino al midollo…Detto questo volevo rigraziarti per aver ricordato che comunque siamo un paese di laboriosi ma non di ignoranti..(a parte diversi membri della cosidetta classe politica che hanno vinto la laurea nelle patatine).Il fatto poi che non possiamo godere di bellezze rinascimentali e così via in loco non ci vieta di conoscerle e apprezzarle…forse più del “commerciante”romano che vende panini a 20 euro…in suffragio del Papa!E poi dai non lamentarti troppo di mangiare gratis e prendere la mancia…risparmiando quei soldi potrai,partendo da San Marino..recarti ad Urbino già saziato…(che comunque dista 60 e non 30km).Bon..ora vado che devo addescare ancora qualche ignaro turista….ma qundo passi da qeste parti ti aspetto….anzi forse ti tiro anche un bidone vendendoti un bracialettino di dolce e gabbana tarocco..e magari ci prendiamo un caffè in onore delle cose finte che sembrano vere…e del rinascimento.
    una commerciante di ripiego nonchè laureanda in Storia Dell’Arte….(ad Urbino)

  8. Carissima Veronica, mi sono giunti diversi messaggi come il tuo, e debbo dire che quasi tutti i sanmarinesi che lo hanno letto si sono sentiti offesi dal mio articolo (anche tu, ed è inutile che lo mascheri, trasudi rabbia da ogni riga).

    Quel che non capisco è che se uno dice che San Marino non è una città di bellezza travolgente (ed è vero, a parte la vista), piena di negozietti di cianfrusaglie (ed è vero, se vuoi le chiamo minuterie), ma che con questo ed una straordinaria arte diplomatica è riuscita a creare un’economia forte, i suoi abitanti giù ad incazzarsi.

    Questa storia del pranzo gratis, poi, è stucchevole: sapete benissimo (e se non lo sapete, informatevi), che in tutti i luoghi turistici (ma turistici per davvero, RomaTaorminaVeneziaSassidiMateraNapoliCapriSorrentoAmalfiFirenzePisaSienaRimini, e tutte quelle che vuoi aggiungerci) l’accompagnatore mangia gratis. Sottolineando la cosa, non ho fatto altro che far presente come si faccia per attirare gruppi turistici. Non sono mezzucci, ed anzi, credo che qualsiasi persona lucida nel leggere l’articolo vi legga l’incapacità degli urbinati (adesso, dovrò aspettarmi lamentele anche da loro) nel fare altrettanto.

    Tengo a precisare, per chiarezza, che qualsiasi dipendente di azienda ha il pranzo pagato da colui che ci guadagna, quindi non c’è nulla di scandaloso in questo, semmai il contrario.

    Non vedo poi dove ho scritto che i sanmarinesi non conoscono né apprezzino l’arte. Anzi, il fatto di sapere che non ne hanno moltissima rispetto al circondario, li porta (vi porta) ad ingegnarvi per far venire i turisti. Ma capisco che questo possa ledere la sensibilità di chi invece è convinto (a questo punto credo sia così) di vivere nel posto più bello del mondo.

    Sul finto e vero, infine, sorvolo. Rileggiti l’ultimo punto dell’articolo (se ne hai voglia, tra un turista adescato con un braccialetto tarocco ed un libro di Storia dell’Arte), e leggi bene ciò che ho scritto. Non credo proprio di aver mancato di rispetto né a te (ps: anch’io faccio un lavoro che mi fa schifo, e l’accompagnatore per passione), né a San Marino, anzi.

    Ma forse, di San Marino bisogna solo parlare bene, senza alcuno spirito critico, se non si ha la cittadinanza.

    Ad maiora.

  9. un paio di chiarimenti:da rimini sud ci vogliono massimo 15 minuti al confine ed è tutta dritta e massimo 15 minuti dal confine in città, e tutta sta miriade ti tornati non ci sono, piuttosto curve, per essere una strada che porta in cima al monte è di tutto rispetto.

    non è che sono proprio informato su questo ma non mi risulta che siamo arrivati al punto che più della metà dei sammarinesi siano naturalizzati

    Il centro storico purtroppo sta vivendo un declino soprattutto dal punto di vista della qualità, hai ragione è solo robaccia quella che si vende. Si potrebbe fare molto meglio perchè a parer mio non è poi cosi brutto come centro storico con un bel piano di riqualificazione si farebbe un bel passo in avanti

  10. Luca, Sammarinese D.O.C. e universitario a Bologna prima e Urbino ora.
    Sicuramente quella specie di recensione è una tua opinione e come tale la rispetto.
    Tuttavia mi fa sorridere quando dici che San Marino è visitato da milioni di turisti ogni anno solo per la vicinanza con Rimini e per i nostri centri commerciali (dove i prezzi sono mediamente più alti che negli Iper italiani, tanto è vero che noi scendiamo in riviera a fare spese).
    Hai parlato di San Marino come del trionfo del superfluo e ci hai descritti come un popolo di “abili venditori” di nulla.
    A San Marino non c’è nulla di “storicamente” interessante?
    Amico mi dispiace, ma San Marino E’STORIA. Quando passi il confine di Stato lascia perdere il cemento e i negozi. Quando i Romani (quelli storici) ancora la facevano da padroni in Europa noi eravamo una Repubblica. San Marino rappresenta l’essenza stessa della democrazia e della libertà.
    Lo so, sembra un gran discorso demagogico, ma è così. E questo trasuda da ogni palazzo del nostro bellissimo centro storico (è una mia opinione, come la tua), da ogni mattone delle nostre torri.
    Ah, fra parentesi, se posso vorrei provare a spiegarti perchè un sammarinese (non saNmarinese) si ritiene offeso da quello che hai scritto.
    Noi possiamo accettare critiche da tutti perchè è vero che ci sono molte cose che non vanno nella nostra piccola Repubblica. Ma non riceviamo lezioni da un italiano nè sulla tassazione nè sulle commissioni, per motivi che sicuramente conoscerai meglio di me.
    Il discorso sui 7000 italiani a cui diamo da mangiare ogni giorno è già stato sollevato e non c’entra tantissimo per cui qui mi fermo.

    Anzi no, l’ultima cosa.
    Mi premerebbe che tutti gli italiani capissero che San Marino non ciuccia soldi a nessuno. Ne te ne i tuoi governanti vi sognereste mai di criticare Francia o Germania perchè pongono una tassazione più bassa della vostra (come quasi tutta Europa). E dato che San Marino è uno stato indipendente al pari di Francia e Germania siamo liberi di stabilire il livello di tassazione che ci serve per mandare avanti la nostra macchina statale.
    L’unica differenza con quelle nazioni è che noi abbiamo la fortuna/sfortuna di essere circondati dall’Italia.

    Ciao ciao
    Luca.

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