Il Tempo è denaro, ed il Viaggio muore
Quando penso al tempo, mi viene sempre in mente l’adagio "il tempo è denaro". In realtà, oggi, sarebbe meglio dire che il tempo è una perdita di denaro.
Il tempo è denaro vale solo per quanti vengono pagati a ore: più tempo si impiega a fare una cosa, più si guadagna.
Per tutti gli altri, più tempo si impiega e peggio è.
Se l’aria è vita, l’acqua è vita, significa che più se ne assume (senza esagerazioni, ovviamente), è meglio si sta. Per il tempo, analogo discorso non vale.
E si badi, anche per il tempo libero è lo stesso: tutto deve incastrarsi, deve collimare alla perfezione per massimizzare la quantità di tempo libero, che libero non è per nulla. Libero è ciò che non viene predeterminato. Se io fisso il mio tempo libero dalle 5 alle 7, non sono libero per nulla. Il tempo libero è il tempo che mi prendo, quando voglio. Se ho voglia di non pensare a nulla dalle 8 alle 10, che sia così. Non ha senso che non lo si possa fare, così come se voglio lavorare dalle 20 alle 23, mi si lasci operare. E poi guai ad oziare: l’ozio sembra non esistere più, c’è solo il Pericolo della Noia. E pensare che la mente vaga libera solo quando ozia.
Questo per noi sembra un concetto talmente astruso, da pigri, da fannulloni, da lavoratori occasionali (giammai! il lavoro sicuro in Italia è Religione), che ci illudiamo di avere Tempo Libero.
Ah, beata stirpe di coscienze schiave! Non esiste il Tempo Libero, ed il Viaggio sta morendo. Il Turismo, ed il suo migliore alleato, il Programma, stanno opprimendo quest’antichissima abitudine. Quando viaggiare era - per carità, diciamolo - pericoloso, imprevedibile, ma anche padrone del Tempo che richiedeva.







Ho la fortuna di poter lavorare quando la mente è predisposta per farlo, mattino, pomeriggio, sabato o domenica che sia. L’ozio ti da la possibilità di liberare la mente e lasciarla ‘viaggiare’… da qui nascono le migliori intuizioni.
Il viaggiatore era davvero padrone del suo tempo e pochi, infatti, erano viaggiatori. Oggi andare in giro per il mondo è alla portata di tutti con tutto quello che, nel bene e nel male, ne consegue.
Scritto da Sergio Bezzanti, il 5 Ottobre, 2006 at 07:36
Caro Sergio, hai veramente una bella fortuna.
E comunque, sì, “andare in giro per il mondo” è alla portata di tutti, ma “viaggiare” per il mondo no. E il punto è che oggi “viaggiare” per il mondo sarebbe alla portata di molti. Ma la forma mentis è quella di non perdere tempo. E si creano il Turismo e il Programma, il Mac Donald del viaggio.
Scritto da Angelo Recchi, il 5 Ottobre, 2006 at 08:29