Quando vai a San Marino, generalmente non lo fai per caso. E’ un viaggio che va fatto apposta, perché da Rimini Sud - la via più comoda - ci vogliono tre quarti d’ora di tornanti a quattro corsie, come si confà ad una piccola Svizzera dentro l’Italia. Ecco, San Marino può ricordare la Svizzera, quella del Canton Ticino, italiana in tutto e per tutto, salvo quel senso di superiorità nel rapportarsi all’Italia, in realtà tipico dell’italiano emigrato. Che se per la Svizzera può anche essere giustificabile - diciamo così - per San Marino è totalmente fuori luogo. Intanto perché più della metà dei suoi abitanti non sono (più) sanmarinesi doc. Era così fino a qualche tempo fa, ora non lo è più, sebbene non indiscriminatamente (servono ancora genitori o un impiego nel Paese).
A San Marino, tanto per sgombrare il campo da inutili acrobazie mentali, non c’è nulla di *storicamente* interessante: una fortezza difficilmente attaccabile, come San Leo (molto più bella), una cattedrale (piuttosto bruttina), alcuni viottoli comuni a tutti i paesini in collina. Se ci vai per vedere l’arte, lascia perdere. San Marino, anche se Stato a sé, segna il confine tra la Romagna e le Marche. In tutti i sensi. Ovvero il confine tra chi ha ma non valorizza (le Marche), e chi non ha ma crea ed arricchisce (la Romagna). Un confine tutto spostato verso la Romagna: l’elevazione al cubo di Viale Ceccarini, ma con un panorama, va detto, degno del miglior Montefeltro.
A San Marino non ci vai per l’arte: ci vai per comprare, o per vedere come si respira "in un altro Paese". Ci vai per fare l’affare (contento tu!), per fare shopping, nient’altro. Ma l’essenza di San Marino sta proprio qui: i negozi di inutilità, cianfrusaglie, bigiotteria, armi ed alcolici reperibili ovunque, costituiscono l’essenza stessa di un Paese che fino a cinquant’anni fa non aveva nulla, salvo un trenino che si arrampicava stentando tra le colline, da Rimini, che ora non esiste più, han tutti la macchina. Un Paese che ha fondato la propria indipendenza su un terreno non molto rigoglioso, una posizione militarmente strategica ed una diplomazia molto abile, ma che non vanta produzioni di eccellenza, salvo qualche microbirrificio dai numeri del tutto trascurabili.
Eppure è incredibile, ed ammirevole, il flusso di turisti che la affolla ogni anno. Le ragioni? Intanto la vicinanza alla riviera romagnola, e la comodità di arrivo in auto, che la rendono preferibile nei giorni uggiosi. In secondo luogo, un sistema di tassazione che consente prezzi effettivamente bassi, anche per mangiare (siamo sui 15 Euro per pasti completi del tutto soddisfacenti). In questo, San Marino succhia molto dall’Italia, che paga per evitare fughe di valuta (aperture di casinò, mantenimento del prezzo del carburante ai livelli italiani), ma merita comunque un plauso.
Sulla base di ciò, la dote migliore dei sanmarinesi - assimilabili ai romagnoli: la capacità di vendere. Qualsiasi cosa è folclore, anche i governanti. Agenzie, accompagnatori e guide turistiche percepiscono una commissione da ristoratori, albergatori e negozianti per far venire gente, cosa che in Italia viene generalmente vietata, e praticata meno. Ovvio che la spinta di chi muove le masse sia verso quei luoghi, e non altri. Da accompagnatore, posso dire che ad Urbino, 30 Km da San Marino, se porto gente a mangiare in un ristorante (mica due persone, anche dieci o venti), debbo timidamente avvicinarmi e mendicare uno sconto. A San Marino mangio gratis e prendo la commissione. Secondo voi dove preferisco andare, con tanti saluti all’arte rinascimentale?
Ecco, San Marino è così: l’essenza stessa della Romagna, anche se non è Romagna. Un centro commerciale urbano, che sarebbe bello vedere nelle grandi città italiane sempre, non solo a Natale. Un porto di mare, anche se non c’è il mare. Il luogo del superfluo, anche se i suoi abitanti sono estremamente laboriosi e concreti. Un posto che esisterebbe in qualsiasi vallata da "zona industriale", ma è in cima ad una montagna, ed ha una vista mozzafiato. Ecco, San Marino è - tra i posti assolutamente finti - quello più vero.
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Scritto da Capitan Angi alle 17:22, in San Marino
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